Un altro sindacato alza la voce contro TiSin
Il Sindacato interprofessionale di Base (SiB) non risparmia le accuse di malafede all’indirizzo dell’organizzazione presieduta da Nando Ceruso e della Lega
di Redazione
Un altro sindacato alza la voce contro TiSin
Immagine CdT/Zocchetti

“Appare evidente che questo farneticante “sindacato” vuole soltanto aggirare il salario minimo votato dal popolo e che dovrebbe entrare in vigore alla fine dell’anno corrente, imponendo con un contratto collettivo delle condizioni nettamente peggiorative per i lavoratori. Per fortuna che la Lega ha sempre sostenuto la democrazia diretta e la volontà del popolo...” Il coro di voci che si alza contro l’organizzazione TiSin è sempre più folto. Le accuse citate, che non risparmiano la Lega dei ticinesi, sono del Sindacato interprofessionale di Base (SiB), organizzazione attiva dal 2010 e con sede a Bellinzona.

“La nascita di questa fantomatica organizzazione “sindacale” TiSin si presenta con dei personaggi nel loro comitato direttivo che fanno riflettere sul vero scopo di questo sedicente “sindacato”. L’articolo 356 e ss del Codice delle Obbligazioni impone una normativa molto esauriente sui contratti collettivi che evidentemente questo fantomatico “sindacato” TiSin non adempie e quello che è ancora più preoccupante che una avvocata (fu candidata per la Lega al Ministero Pubblico del Cantone Ticino) non conosca quanto previsto dalla costante giurisprudenza del Tribunale Federale o peggio ancora, che conoscendo la materia si sia prestata ad un progetto che di sindacale non ha nulla se non la auto denominazione di “sindacato””. Il fiume di parole del comunicato non lascia spazio a interpretazioni.”

“Le assemblee dei lavoratori non devono essere condizionate dalla presenza dei datori di lavoro, con la loro presenza, altrimenti, il rischio di perdere il proprio lavoro è tale, che qualunque contratto collettivo le verrà sottoposto sarà approvato dall’assemblea dei lavoratori. I datori di lavoro che non vogliono firmare i contratti collettivi, si dotano di una commissione interna del personale, i cui integranti godono di una certa immunità e non dovrebbero poter essere licenziati”.

“Sarebbe veramente interessante conoscere in modo concreto quale uso si darà ai contributi paritetici imposte a modo di “pizzo” ai lavoratori e ai datori di lavoro. Il sig. Ceruso, presidente, è stato talmente vago che nessuno è riuscito a capire dove finiranno questi contributi. Un sindacato non può essere foraggiato dai contributi paritetici. Ci auguriamo, che la Magistratura intervenga d’ufficio per chiarire se TiSin è o meno un sindacato, in modo che con la giurisprudenza alla mano, altre piccole organizzazioni sindacali indipendenti del Cantone, facciano valere i propri diritti di parità di trattamento garantito dalla Costituzione Svizzera nonché dal CPC”.

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