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Ticino
Un altro "no" alla polizia unica
Redazione
17 anni fa
Stavolta viene dal gruppo di lavoro istituito dal Consiglio di Stato per esaminare le indicazioni del Gran Consiglio in materia di riorganizzazione della polizia ticinese

Il poche parole. Anzi, in una parola sola: bocciata. Il gruppo di lavoro istituito dal Consiglio di Stato per esaminare le indicazioni del Gran Consiglio in materia di riorganizzazione della polizia ticinese (polizia unica o polizie comunali organizzate su base regionale accanto alla polizia cantonale) ha concluso oggi i suoi lavori.

Ebbene sull'ipotesi di creare in Ticino una polizia unica, unificando la polizia cantonale con le polizie comunali - pur riconoscendo che possa rappresentare un obiettivo a lungo termine - nel gruppo di lavoro sono emerse posizioni per ora non conciliabili.

La commissione condivide però all’unanimità che l’attuale situazione, pur mettendo in evidenza una buona collaborazione operativa fra i corpi di polizia, non può essere considerata soddisfacente e va migliorata.

In particolare il Ticino deve essere gestito come regione unica all’interno della quale la polizia cantonale e le polizie comunali agiscono nell'ambito di un comune dispositivo di sicurezza.

Per raggiungere l’obiettivo è pure necessaria una più chiara ripartizione dei compiti del Cantone e dei comuni in materia di sicurezza, rispettivamente delle attività di prossimità che possono essere assunte dai corpi delle polizie comunali.

Le polizie comunali devono da parte loro essere strutturate, e quindi disporre di un effettivo minino di 6 agenti. E devono essere in grado di assicurare i compiti comunali in materia di sicurezza su tutto il territorio.

Il gruppo di lavoro considera inoltre necessario che tutte le polizie possano comunicare attraverso la rete radio nazionale di sicurezza.

 

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