
Il poche parole. Anzi, in una parola sola: bocciata. Il gruppo di lavoro istituito dal Consiglio di Stato per esaminare le indicazioni del Gran Consiglio in materia di riorganizzazione della polizia ticinese (polizia unica o polizie comunali organizzate su base regionale accanto alla polizia cantonale) ha concluso oggi i suoi lavori.
Ebbene sull'ipotesi di creare in Ticino una polizia unica, unificando la polizia cantonale con le polizie comunali - pur riconoscendo che possa rappresentare un obiettivo a lungo termine - nel gruppo di lavoro sono emerse posizioni per ora non conciliabili.
La commissione condivide però all’unanimità che l’attuale situazione, pur mettendo in evidenza una buona collaborazione operativa fra i corpi di polizia, non può essere considerata soddisfacente e va migliorata.
In particolare il Ticino deve essere gestito come regione unica all’interno della quale la polizia cantonale e le polizie comunali agiscono nell'ambito di un comune dispositivo di sicurezza.
Per raggiungere l’obiettivo è pure necessaria una più chiara ripartizione dei compiti del Cantone e dei comuni in materia di sicurezza, rispettivamente delle attività di prossimità che possono essere assunte dai corpi delle polizie comunali.
Le polizie comunali devono da parte loro essere strutturate, e quindi disporre di un effettivo minino di 6 agenti. E devono essere in grado di assicurare i compiti comunali in materia di sicurezza su tutto il territorio.
Il gruppo di lavoro considera inoltre necessario che tutte le polizie possano comunicare attraverso la rete radio nazionale di sicurezza.
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