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"Un accordo non vitale: quando il tempo è galantuomo"
"Un accordo non vitale: quando il tempo è galantuomo"
"Un accordo non vitale: quando il tempo è galantuomo"
Redazione
7 anni fa
Il consigliere nazionale UDC Marco Chiesa interroga il CF sulle dichiarazioni di Ignazio Cassis sull'accordo quadro

Intervenuto sabato a Lugano all’assemblea nazionale della Società svizzera degli impiegati di commercio, il consigliere federale Ignazio Cassis ha confermato che "l’accordo istituzionale non è vitale per la Svizzera".

“Se l’accordo quadro non riuscisse a giungere al termine del suo percorso, che venga fermato dal Parlamento o da una votazione popolare, non sarà una questione drammatica", aveva affermato il capo del DFAE. A seguito di queste dichiarazioni e "al fine di spazzare il campo da uno degli argomenti prediletti dai favorevoli a questo accordo coloniale", il consigliere nazionale UDC Marco Chiesa ha inoltrato un'interrogazione al Consiglio federale con le seguenti domande:

1. Il CF condivide le riflessioni del CF Cassis, in particolare quella che un’eventuale non sottoscrizione dell’accordo istituzionale non rappresenti una questione drammatica per il nostro Paese?

2. Le aziende svizzere potranno continuare a esportare i propri prodotti nell’UE anche senza un nuovo accordo istituzionale? Il famigerato accesso al mercato è dunque garantito anche senza la sottoscrizione di un accordo istituzionale?

3. In caso di rappresaglie economico-commerciali da parte dell’UE dal momento che non sottoscrivessimo l’accordo istituzionale, la Svizzera ha la possibilità, l’intenzione e la forza di approntare delle contromisure per difendere i propri interessi?

4. Queste eventuali contromisure sono già state definite e, se non fosse il caso, non sarebbe prudente e accorto allestire una lista di risposte a una crescete pressione europea al fine di non farci trovare impreparati?

5. Il CF non dovrebbe comunicare trasparentemente e collegialmente alla popolazione svizzera che l’accordo istituzionale non è una questione di vita o di morte per il nostro Paese, piuttosto che lasciare aleggiare queste minacce da parte di alcune associazioni di categoria e partiti politici?

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