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Economia
Un 2025 di crescita per la Svizzera, ma preoccupa il franco forte
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Redazione
2 anni fa
Questa mattina all'incontro “Anni ruggenti, ma non per tutti” si è discusso di valute, geopolitica e corsa all’oro da parte di molti Paesi emergenti. Guglielmin (analista senior UBS): "Vedremo il nostro Paese crescere a un tasso dell’1,5%, considerando anche gli eventi sportivi".

Nel 2025 l’economia svizzera vivrà una crescita graduale. È una delle previsioni espresse questa mattina a Lugano ad un incontro media con gli analisti di UBS. Un momento intitolato, “Anni ruggenti, ma non per tutti”. “Sono stati anni positivi soprattutto per gli USA, che dall’inizio del decennio sono cresciuti di oltre il 30%, spinti da tecnologia e stimoli fiscali", commenta ai microfoni di Ticinonews l’esperto analista di UBS Matteo Ramenghi. "Non è stato però un periodo 'ruggente' per l’Europa, che si ritrova ancora una volta purtroppo in stagnazione, mentre la Cina sta attraversando una fase economicamente complessa”.

La situazione elvetica

La Svizzera,si trova invece nel mezzo. “Per quanto riguarda l’economia elvetica, la vediamo posizionata tra USA ed Europa", conferma l’analista senior Elena Guglielmin. "Non assistiamo alla crescita così marcata che vedremo negli Stati Uniti, circa il 2%, ma neppure quella solo l’1% dell’Europa. Vedremo una Svizzera crescere a un tasso dell’1,5%, considerando anche gli eventi sportivi”. Nel nostro Paese, in generale, la domanda interna è solida, mentre cala quella estera. E la preoccupazione principale tra gli imprenditori - stando a un sondaggio dell’istituto - è ora il franco forte, che in molti settori rappresenta un ostacolo alle esportazioni.

Il ruolo dell'elezione di Trump

Questa mattina si è discusso di valute, di geopolitica e della corsa all’oro da parte di molti Paesi emergenti, ma anche delle opportunità e delle sfide che la rivoluzione dell’intelligenza artificiale porta con sé, nonché delle conseguenze dell’elezione di Donald Trump. “Le nostre aspettative sono che Trump riduca ulteriormente la pressione fiscale sulle aziende", spiega ancora Ramenghi. Questo "potrà rilanciare la domanda e gli investimenti. E c’è attesa anche per quanto riguarda i dazi, che potrebbero avere un impatto negativo soprattutto per l’Europa”.

La questione dei tassi

Altro tema particolarmente atteso anche quello delle Banche centrali. Gli analisti di UBS si aspettano un altro taglio dei tassi guida, a partire dalla BNS. “Per quanto riguarda la prossima riunione della Banca Nazionale Svizzera, il 12 dicembre, noi ci aspettiamo un ulteriore taglio dei tassi di 25 punti di base, seguito poi probabilmente da un'ulteriore diminuzione altro a marzo, che porterà i tassi guida allo 0,50%”.