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Ticino
Un 2024 in chiaroscuro per l'olivicoltura, ma c'è fiducia per il futuro
© Shutterstock
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Redazione
2 anni fa
L’annata è stata fortemente condizionata da eventi climatici estremi. Si segnalano tuttavia importanti passi avanti nell'innovazione tecnica.

Una stagione complessa segnata da cambiamenti climatici, ma con segnali incoraggianti per il futuro. Il settore olivicolo ticinese e moesano ha chiuso il 2024 affrontando una serie di sfide dettate dalle condizioni climatiche, ma con prospettive che lasciano intravedere un avvenire promettente. La stagione, viene spiegato in un comunicato, ha mostrato chiaroscuri, con rese di produzione limitate, ma un continuo interesse per l’olivicoltura locale e importanti passi avanti nell’innovazione tecnica.

Sfide climatiche: l’impatto sulla produzione

L’annata è stata fortemente condizionata da eventi climatici estremi. L’eccesso di pioggia durante la maturazione delle olive - e parzialmente durante la raccolta - combinato con la siccità estiva, ha inciso negativamente sulla resa in fase di frangitura, che si è attestata mediamente al 6,8%. Si tratta di un calo significativo rispetto al 2020 (anno record), quando la resa raggiunse il 9,3%. Inoltre, le temperature superiori alla media da metà luglio in poi e la scarsa pioggia, hanno creato difficoltà per lo sviluppo e la maturazione delle olive in alcune zone del cantone. Nonostante ciò, il 2024, anno di carica, si è dimostrato positivo in termini di quantità, con 117 quintali di olive lavorate ai frantoi di Losone, Sonvico e Mezzana, e una produzione totale di circa 870 litri di olio. Tuttavia, i problemi legati al cambiamento climatico, tra cui l’instabilità stagionale, sembrano influire sempre di più sulle rese complessive.

Aspetti positivi e nuove opportunità

Tra le note incoraggianti, viene segnalato il trend positivo nella piantumazione di nuovi olivi, indice "di un crescente interesse per questa coltura". Inoltre, il collaudo del nuovo frantoio Atena a Mezzana, che ha superato con successo i test preliminari, rappresenta “un passo avanti significativo: il frantoio sarà pienamente operativo a partire dalla raccolta 2025”. Sul fronte commerciale, l’olio d’oliva ticinese è tornato ad essere più accessibile e più facilmente reperibile sul mercato, pur mantenendosi un prodotto di nicchia.

Monitoraggio fitosanitario: un bilancio positivo

Dal punto di vista fitosanitario, il 2024 ha registrato una situazione complessivamente stabile. La mosca dell’olivo ha avuto un impatto trascurabile sulla qualità del frutto, con un picco d’infestazione a metà settembre molto contenuto rispetto al 2023. Tuttavia, la Margaronia (Piralide dell’olivo) ha causato danni ai germogli di alcuni rametti giovani e una cascola verde precoce. La presenza della cimice è stata segnalata, ma con conseguenze inferiori rispetto all’anno precedente. Complessivamente, le olive si sono presentate “sane e di buona qualità”.

Una stagione dai contrasti climatici

Il 2024, si legge ancora, è stato segnato da una variabilità climatica eccezionale; un febbraio umido è stato seguito da un marzo con precipitazioni da record. In primavera, dopo un assaggio d’estate ad aprile, il ritorno di temperature rigide e le gelate notturne hanno rappresentato una sfida per l’agricoltura ticinese. Gli olivi, ancora in fase di ripresa vegetativa, non hanno subìto danni significativi. Passando all’estate, le grandinate di inizio luglio hanno colpito alcune aree come Bellinzonese e Mendrisiotto. Da metà luglio, il caldo costante e la scarsità di pioggia hanno creato difficoltà per la maturazione delle olive, con problemi di accrescimento e cascola precoce. In autunno, infine, i temporali di settembre, seppur intensi, non sono stati sufficienti a compensare le carenze idriche.

Conclusioni e prospettive

Il 2024, in sintesi, è stato un anno “emblematico” per l’olivicoltura del sud delle Alpi, segnato da sfide importanti legate ai cambiamenti climatici. Nonostante le difficoltà, il settore dimostra “una resilienza notevole, alimentata dalla dedizione di una rete di olivicoltori e sostenuta da investimenti mirati, come l’espansione delle piantumazioni e l’introduzione di nuove infrastrutture, quali il frantoio di Mezzana”.