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Un 2020 di votazioni
Un 2020 di votazioni
Un 2020 di votazioni
Redazione
7 anni fa
Agenda alla mano, la democrazia diretta chiama: 9 febbraio. 17 maggio. 27 settembre. 29 novembre

I cittadini svizzeri maggiorenni, quest’anno dovranno segnarsi molte date in agenda: 9 febbraio, 17 maggio, 27 settembre e 29 novembre. Queste sono le domeniche certe del 2020 in cui saranno chiamati alle urne. E i temi saranno davvero molti, forse troppi?

A livello cantonaleIn attesa di sapere se a livello cantonale si voterà sulla riforma fiscale e sul credito per l’aeroporto, altri due oggetti sono agendati già per il 9 febbraio. Il primo è l’introduzione del principio della sussidiarietà proposta dalla destra. Concretamente, si vorrebbe che lo Stato lasci alla società civile, ovvero ai privati, il compito di svolgere mansioni di pubblica utilità, sussidiandoli. Il secondo oggetto riguarda invece l’esenzione dei costi della legittima difesa per le vittime di aggressioni. Inoltre, lo ricordiamo, il 5 aprile ci saranno le elezioni comunali.

A livello federaleSul piano federale, sempre a febbraio, si chiederanno invece più abitazioni a prezzi accessibili e una modifica del Codice penale per punire atti e propositi omofobi. Ma il 2020 sarà anche l’anno in cui si dovrà decidere sul futuro della libera circolazione. L’iniziativa UDC per un’immigrazione moderata, definita la madre di tutte le iniziative anti Unione europea, dovrebbe essere sottoposta al popolo in maggio. Sarà o no la fine dello spazio Schengen? Nell’attesa, il centro e la sinistra, preoccupati per il futuro economico della Svizzera e per le relazioni con Bruxelles, sono già pronte a dar battaglia.

E tra i temi che certo non mancheranno di far parlare c’è anche il possibile voto sui 6 miliardi per i nuovi caccia dell’esercito, contro cui la sinistra ha lanciato il referendum. Per la raccolta firme c’è tempo fino ad aprile. Se andasse a buon fine si dovrebbe votare a settembre. Sempre in autunno si potrebbe dover decidere sull’identità elettronica. Il referendum lanciato da varie società e sostenuto dalla sinistra contro la decisione del Parlamento, per affidare ai privati la gestione dell’identità digitale, dovrebbe essere riuscito. Così come avrebbe fatto centro il referendum contro la nuova legge sulla caccia per facilitare l’abbattimento del lupo, le cui firme saranno consegnate la settimana prossima. Ma non è tutto, dalle imprese responsabili ai pesticidi, nel corso dell’anno terranno banco anche molti temi sociali e ambientali. Senza dimenticare le due settimane di congedo paternità contro cui un comitato borghese sta raccogliendo le firme.

Insomma: tanti oggetti e una grande opportunità, per il popolo sovrano.

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