
La tavola è imbandita, gli ospiti stanno per arrivare, il menu è assortito. Non è un cenone di capodanno fuori tempo massimo: ma il 2014 della politica nostrana. 12 mesi ricchi di temi caldi, e con loro, di discussioni, polemiche, mediazioni.
A partire dal voto, atteso in Gran Consiglio per il 27 gennaio, sulla triade: che poi sarebbero preventivo, legge sul freno al disavanzo, e road map. Sembrava che PPD, Lega e PLR avessero trovato un accordo di massima, un minimo comune denominatore per far passare le leggi senza troppi drammi. Sembrava, appunto: perché dopo che il PLR si in un giorno di dicembre inoltrato, si è smarcato dagli altri partiti, le tessere del fragile domino sono venute giù l’una dopo l’altra. Così tra distinguo, puntini sulle i, passi indietro e fughe in avanti, non è ancora chiaro quanti diversi rapporti sui tre temi arriveranno in Gran Consiglio.
Anche il popolo dovrà fare la propria parte: il PS ha già annunciato referendum sia contro la riforma dei sussidi di cassa malati che contro l’amnistia fiscale. E questo è giusto l’ aperitivo. Sul tavolo della commissione delle legislazione giacciono, in attesa di trovare il bandolo della matassa, la legge sulla prostituzione e quella sullo scorporo del Tribunale penale cantonale. La prima, dopo aver concretamente rischiato di venir rispedita al mittente, è decisamente in alto mare. La legge così com’è stata pensata dal dipartimento delle istituzioni non piace quasi a nessuno. Nel mirino autorizzazioni per esercitare la prostituzione, test del sangue obbligatori per le ragazze, maggiori responsabilità per i gerenti di locali a luci rosse, zone precise dove ubicare i postriboli, senza dimenticare l’attuale legge sugli esercizi pubblici che va modificata. Per quello che riguarda lo scorporo del Tribunale penale cantonale, a mettersi di traverso ci hanno pensato i giudici, decisi ad opporsi a qualsiasi trasloco.
Non bisogna poi dimenticare la legge sugli orari di apertura dei negozi avvolta ancora dall’incertezza, la lunga battaglia del cantone per riavere i premi di cassa malati pagati in eccesso e la legge sulla pianificazione ospedaliera attesa per la primavera.
Ancora più rovente sarà la discussione attorno alla legge sulle aggregazioni che, presentata un paio di mesi fa, attualmente in consultazione, ha già suscitato un vespaio di polemiche. L’ipotesi di un Ticino a 23 comuni non piace, manco a dirlo, a molti.
Vi sembra abbastanza? No, non lo è. Se prima eravamo all’aperitivo, questo è l’antipasto. Perché, lo sanno tutti, il 2014 è l’anno prima delle elezioni. La campagna è già iniziata, il toto liste anche. La battaglia sarà combattuta, specialmente tra la Lega e un PLR, determinato a riagguantare la maggioranza relativa in governo persa nel 2011. E, tutto fa presumere che, saranno i problemi legati al frontalierato il tema attorno al quale si giocherà la campagna elettorale.
Così, manco a dirlo, tra maggio e giugno si ricomincerà a parlare del blocco dei ristorni. Una discussione che finirà giusto in tempo per l’inizio delle polemiche attorno al preventivo: 2015. Sembra “Il giorno della marmotta”, invece è il 2014 della politica.
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