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Ticino
Ultras violenti, la Corte rivede la sentenza
Redazione
12 anni fa
Norme di condotta meno severe per i due ultras che sono stati condannati per i disordini scoppiati al derby e al carnevale di Montagnola

La Corte di Appello ha in parte accolto le motivazioni dei legali dei due ultras che lo scorso dicembre erano stati condannati per i disordini scoppiati all'esterno della Resega durante un derby e durante un episodio al carnevale di Montagnola, riducendo la severità delle norme di condotta che il giudice in prima istanza aveva stabilito.

A far discutere non era infatti tanto la condanna (3 anni, di cui 2 da scontare per il 20enne e 2 anni e mezzo, sospesi in ragione di 21 mesi, per il 21enne), ma appunto le regole di condotta che i due giovani protagonisti avrebbero dovuto rispettare una volta fuori dal carcere. Ai due era stato imposto il divieto assoluto di frequentare le partite di hockey e i carnevali in Ticino. Dovevano inoltre restare in casa due ore prima e due ore dopo ogni sfida casalinga delle ticinesi.

Misure giudicate eccessive dagli avvocati difensori che, dopo aver ricorso in aula, hanno avuto modo ieri di veder rivalutato il caso dalla giudice Giovanna Roggero-Will. La Corte d'Appello ha riconosciuto questa visione e l'ha definita "una pena detentiva camuffata da norma di condotta". Per il primo anno i due giovani dovranno indossare un braccialetto elettronico in grado di rilevare la loro posizione in casa (non per forza quella dei genitori). Nei due anni successivi invece non potranno avvicinarsi a meno di un chilometro dalle piste di ghiaccio, sia Resega che Valascia, e ai carnevali. Nel caso in cui non dovessero rispettare queste norme, ritorneranno in carcere.

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