
La Swiss Football League vuole riprendere i campionati professionistici di calcio, l'ipotesi è per il weekend del 20-21 giugno, una decisione definitiva, comunica proprio oggi la SFL, verrà presa il 29 maggio. Gli allenamenti, nel frattempo, potranno riprendere dall'11 maggio. Ma i tifosi, o almeno parte di loro, sono contrari. In un comunicato stampa comune, i gruppi del tifo organizzato di Lugano, Servette, Sion, Xamax e Losanna, si schierano con decisione contro la ripartenza: “Questo calcio a tutti i costi, desideroso d’intraprendere una scommessa incerta, ignorando la situazione attuale nel mondo, fingendo di dar l’esempio in ambito di misure sanitarie (…) non rappresenta la nostra visione di calcio e dei valori che dovrebbe trasmettere”, scrivono. Secondo i gruppi ultras, la Swiss Football League starebbe solo cedendo “alle pressioni della mafia UEFA che teme per i redditi generati dalle sue competizioni”. E, pur essendo appassionati di calcio, sottolineano come sia al momento “un’attività tutt’altro che essenziale. La Lega, continuano, non esita “a fare a meno della passione dei tifosi per il beneficio di un calcio nudo e privato d’emozioni, desideroso d’incoraggiare l’emergere in un’orgia di lucrose trasmissioni televisive”.
Il calcio svizzero, spiegano, dovrebbe prendere esempio dall’hockey, che “non ha esitato ad annullare la sua stagione anche quando stavano per iniziare i play off. La ragione della “indecente volontà di ripresa”, continuano, sono “le cifre esorbitanti in gioco nel calcio professionistico mondiale”. Dove non girano soldi, invece, non si è esitato a fermare i campionati, come è il caso per le leghe amatoriali. “Come appassionati di calcio, innamorati delle nostre rispettive squadre, anche se la vita senza calcio ci colpisce, chiediamo alle autorità e agli attori del nostro sport d’ascoltare la ragione e di prolungare il periodo di inattività sportiva, fintanto che sarà necessario”, e concludono con lo slogan: “Il calcio non ha aspettato il Covid-19 per essere malato!”
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