
Il Consiglio di Stato ha risposto all'interrogazione parlamentare "Chi paga per il risanamento del Pozzo Polenta?", inoltrata nel giugno scorso da sei deputati del Mendrisiotto, Ivo Durisch (PS), Maurizio Agustoni (PPD), Giorgio Fonio (PPD), Lisa Bosia (PS), Samuele Cavadini (PLR) e Matteo Quadranti (PLR).
I sei deputati chiedevano se il sito inquinato sarebbe stato risanato, come e con quali mezzi finanziari. Volevano inoltre sapere quale sarebbe stato il futuro dell'area.
"L'eventuale prescrizione della procedura penale non preclude il risanamento dell'area inquinata" li rassicura il Consiglio di Stato nella sua risposta.
Il Governo spiega di aver seguito con attenzione il caso e che, malgrado la vicenda penale non abbia ancora una soluzione, "la procedura amministrativa tendente al risanamento ha preso inizio immediatamente dopo la scoperta dell'inquinamento."
Grazie al sistema di pompaggio installato in loco, è stato possibile estrarre già circa 10'000 litri di benzina, aggiunge il Consiglio di Stato.
Ricordando che, come noto, l'esatta causa dell'inquinamento non è ancora stata chiarita. Il Dipartimento del territorio ha quindi richiesto al proprietario del fondo di eseguire un'indagine dettagliata, indagine contro la quale il proprietario si è opposto inoltrando un ricorso per impedire l'accesso alla zona.
Da qui l'ultimatum: "Considerata la situazione di stallo, il Consiglio di Stato ha diffidato lo stesso proprietario ad adempiere entro il 15 ottobre a quanto stabilito nelle precedenti decisioni, altrimenti si agirà in via sostitutiva."
Nell'attesa di questa indagine, precisa il Governo, è impossibile stimare quali saranno i tempi e i costi del risanamento del Pozzo Polenta. Si sa però già che il Municipio di Morbio Inferiore intende rinunciare alla captazione dal pozzo e che i Cittadini per il territorio hanno chiesto che l'area possa diventare verde e a uso della popolazione.
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