
I 39 uffici postali ticinesi a rischio chiusura per ora rimangono dove sono. E questo almeno fino al 2011. Poi si passerà alla loro riorganizzazione: alcuni potrebbero rimanere, altri potrebbero essere trasformati in servizio a domicilio o altri ancora in un'agenzia postale. Questo è quanto emerso dall'incontro a Palazzo delle Orsoline a Bellinzona tra il Governo ticinese, i vertici della Posta nazionale - il presidente del CdA Claude Béglé e il direttore generale Marcel Kunz - e il portavoce della Posta in Ticino, Christian Crivelli. Ma prima dell'incontro ufficiale Claude Béglé e Marcel Kunz si sono recati in vari uffici postali postali periferici, tra cui quello di Preonzo, per toccare con mano la realtà locale. "È stato un incontro positivo", ha dichiarato il presidente del Governo Gabriele Gendotti durante la conferenza stampa. Dalla discussione è infatti emerso che entro il 2011 i vertici del gigante giallo si siederanno al tavolo con i responsabili dei vari uffici periferici ticinesi e assieme discuteranno il da farsi. Un'affermazione ribadita soprattutto dal presidente Béglé: "Non c'è per ora l'intenzione - ha detto ai giornalisti - di sopprimere uffici postali, ma di sedersi al tavolo per discutere sul futuro". Christian Crivelli, portavoce della Posta, ha invece voluto sottolineare che "negli ultimi anni il lavoro degli uffici postali è notevolmente diminuito. Dal 2000 al 2008 abbiamo perso il 46% di lettere, il 46% di pacchi e il 17% di versamenti. Sono invece aumentate le innovazioni tecnologiche, che hanno permesso ad esempio al cliente di fare i pagamenti via internet seduto comodamente a casa". E termina: "La Posta non ha mai proceduto a nessun licenziamento per motivi economici. Nel caso in cui dovessimo trasformare un ufficio postale vogliamo prima di tutto trovare una soluzione per il nostro personale".Foto CdT Alessandro Crinari
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