Cerca e trova immobili
L'analisi
Uffici, il Ticino tra le regioni più esposte alla sfida dell’intelligenza artificiale
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
6 ore fa
Dopo il Covid e la diffusione dell’home office, l’IA potrebbe rappresentare la nuova sfida per il mercato degli spazi di lavoro. Secondo Raiffeisen, nei prossimi cinque anni la domanda di superfici potrebbe diminuire fino al 7,9%.

Il Ticino figura, insieme a Zugo, Zurigo e Ginevra, tra le regioni svizzere maggiormente esposte alle possibili conseguenze dell’intelligenza artificiale sul mercato degli uffici. Dopo la pandemia di Covid-19 e la conseguente diffusione dell’home office, che ha modificato profondamente le abitudini lavorative e il fabbisogno di superfici delle aziende, l’IA potrebbe infatti rappresentare la prossima grande sfida per il settore.

Secondo un’analisi di Raiffeisen, nei prossimi cinque anni la domanda di spazi per uffici potrebbe diminuire tra l’1,6 e il 7,9%. Un’evoluzione che potrebbe rendere necessari interventi sugli immobili, nuove strategie di gestione e, in alcuni casi, persino una conversione parziale o totale degli edifici.

Il mercato resiste all’effetto home office

Per il momento, tuttavia, il mercato svizzero degli uffici mostra una certa stabilità. A sostenerlo sono la persistente crescita dell’occupazione nei settori con un’elevata quota di attività d’ufficio, la limitata costruzione di nuove superfici e il progressivo irrigidimento delle regole aziendali sull’home office. «La persistente crescita dell’occupazione in settori con un’elevata quota di attività d’ufficio, la scarsa attività edilizia e il crescente irrigidimento delle regole sull’home office nelle aziende garantiscono stabilità sul mercato», spiega Fredy Hasenmaile, economista capo di Raiffeisen Svizzera.

Dopo diversi anni difficili, gli affitti proposti sono tornati a crescere. Le nuove superfici immesse sul mercato continuano inoltre a essere assorbite, mentre l’offerta complessiva di spazi per uffici è nettamente diminuita.

Due impiegati su tre in professioni esposte all’IA

Se gli effetti dell’home office sul mercato degli uffici sono ormai più facilmente valutabili, la rapida diffusione dell’intelligenza artificiale apre un nuovo fronte. Un’analisi condotta da Raiffeisen su circa 600 categorie professionali mostra che circa due terzi degli impiegati d’ufficio lavorano in professioni fortemente interessate dall’IA. La questione centrale è capire in quale misura questa tecnologia sostituirà il lavoro umano oppure lo integrerà, aumentando la produttività dei dipendenti.

Finora non si registra comunque una riduzione generalizzata dell’occupazione. «I dati sull’occupazione non forniscono indicazioni di una riduzione su larga scala dei posti di lavoro d’ufficio», sottolinea Hasenmaile. Le differenze tra le singole professioni sono però già visibili. Nei settori particolarmente esposti all’intelligenza artificiale e con un ridotto potenziale di collaborazione tra uomo e macchina, l’occupazione mostra un andamento più debole rispetto alle attività nelle quali l’IA svolge principalmente un ruolo di supporto.

Tra i comparti maggiormente esposti figurano il settore finanziario, i servizi informatici e la pubblica amministrazione.

Ticino esposto per la concentrazione di attività d’ufficio

Anche dal punto di vista geografico l’impatto potenziale dell’IA non è uniforme. I rischi maggiori si concentrano nei grandi centri economici e nelle regioni caratterizzate da una forte presenza di sedi aziendali e attività d’ufficio. È in questo contesto che Raiffeisen colloca Zugo, Zurigo, Ginevra e il Ticino tra le aree maggiormente esposte. «Riteniamo realistico uno scenario in cui la domanda di spazi per uffici si riduca tra l’1,6 e il 7,9% nei prossimi cinque anni», afferma Hasenmaile.

Proprietari e committenti dovrebbero quindi prepararsi a un possibile cambiamento delle esigenze. Le risposte potrebbero andare dagli interventi edilizi a nuove strategie di gestione degli immobili, fino alla conversione parziale o totale degli edifici verso altri utilizzi.