
In occasione dell'ora delle domande, il consigliere nazionale Fabio Regazzi ha posto alcuni quesiti al Consiglio federale sul ruolo dell'Ufficio federale dell'aviazione (UFAC) in relazione al fallimento di SkyWork Airlines. E le risposte hanno lasciato "insoddisfatto" e "perplesso" il parlamentare, che su Facebook ha sottolineato che definirle "evasive è un eufemismo".
Sul tipo di controlli che l'UFAC ha svolto su SkyWork, il Consiglio federale ha precisato che per il rilascio dell'autorizzazione d'esercizio un'impresa di trasporti aerei deve dimostrare di adempiere ai requisiti concernenti la capacità economica: "Alla fine di ottobre 2017, SkyWork Airlines AG ha dovuto dimostrare di essere in grado di far fronte ai propri impegni per un periodo di almeno 12 mesi. A tale scopo, la società ha presentato un preventivo e un piano di liquidità, allegando segnatamente i documenti attestanti il finanziamento" scrive il Governo. "L'UFAC è giunto alla conclusione che i requisiti concernenti la capacità economica erano nuovamente adempiuti. Sotto il profilo giuridico non vi erano elementi che motivavano un rifiuto dell'autorizzazione d'esercizio" precisa il Governo federale.
Riguardo al mandato di vigilianza - che Regazzi definisce "mancato" - il Governo ribadisce che l'UFAC ha aumentato la sorveglianza sulla capacità economica della compagnia aerea bernese, esercitandola "con determinazione", anche dopo il 1° novembre 2017 (al nuovo rilascio dell'autorizzazione d'esercizio): "La procedura per la revoca dell'autorizzazione d'esercizio è stata avviata quando è emerso che la società non era più in grado di adempiere ai requisiti giuridici applicabili. Sebbene la cessazione dell'attività di SkyWork Airlines AG incida pesantemente su molte persone, non è compito dell'UFAC evitare un fallimento o tutelare gli interessi finanziari dei creditori".
Una risposta quest'ultima che ha stizzito Regazzi: "A fronte di una situazione già molto critica della compagnia SkyWork riesce difficile credere che l'UFAC abbia esercitato con "determinazione" la sorveglianza, come sostiene invece il Consiglio federale. Lo avesse fatto probabilmente avremmo evitato l'ennesimo smacco per l'aeroporto di Agno, senza contare il danno economico per i passeggeri che avevano già prenotato dei voli".
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