
“Il Ticino è oggetto di attacchi da parte dell’Italia. E Berna non reagisce, se non fiaccamente. Questo in sintesi il pensiero del vice presidente UDC Svizzera Yvan Perrin nel suo discorso inviato oggi al congresso cantonale UDC. Un’affermazione che qualche ora più tardi abbiamo girato direttamente al consigliere federale udc Ueli Maurer, ospite a Lugano della regine territoriale 3: il consiglio federale avrebbe potuto fare di più?
“Certo. È assolutamente necessario fare qualcosa di più, ha detto il consigliere federale democentrista Ueli Maurer. Non possiamo accettare quello che sta succedendo con l’Italia. Con la Germania del ministro Steinbruk abbiamo reagito con fermezza, ora si deve fare la stessa cosa con l’Italia”.
Insomma, bisogna rivedere la convenzione di doppia imposizione anche con l’Italia. Giovedì scorso il presidente del consiglio di Stato ticinese Gabriele Gendotti in ritorno da Berna ha detto che il consiglio federale non è in grado di dare delle rassicurazioni. Berna ha optato per la via del dialogo con l’Italia per evitare un escalation di tensione. Una posizione che in Ticino è piaciuta al Ps. Ma questa via del dialogo, della "soluzione globale" è sufficiente?
“Da sola la via del dialogo non credo possa bastare, ha detto Ueli Maurer. Credo che si debba insistere ancora un volta, riprendere il dialogo, ma poi bisogna tirare una frontiera netta. A Berna ci si dimentica dei problemi del Ticino".
Meno critico nei confronti del consiglio federale il ministro Luigi Pedrazzini: “La Confederazione deve assumersi la difesa del Ticino in questo contenzioso con Roma. Lo deve fare nell’interesse di tutta la Svizzera. Sono fiducioso della strategia scelta dal consiglio federale, mi fido di Berna. Ora stiamo a vedere”. fp
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