
L’Udc ticinese riporta come “nelle scorse settimane i dati statistici hanno indicato che recentemente i posti di lavoro per i residenti sono diminuiti di 5'000 unità, oggi arriva la notizia che i frontalieri sono cresciuti del 1,1% rispetto all’ultimo trimestre, superando la soglia delle 70'000 unità”. Per questo, scrivono “Non bisognava essere profeti per capire che la crisi Covid-19 avrebbe penalizzato i ticinesi e favorito - ancora una volta - i lavoratori frontalieri”.
Rimpianti per l’iniziativa sulla limitazione
“In occasione della campagna di voto sull’iniziativa per la Limitazione i partiti che combattevano la proposta dell’UDC, in Ticino sostenuta anche dalla Lega – cioè PLR, PPD, PS, Verdi, MPS e Forum alternativo – affermavano che non era questa la proposta giusta per combattere l’effetto sostituzione e il dumping salariale. L’iniziativa seppur sia passata in Ticino e in altri Cantoni, è stata bocciata a livello federale”. “Uno degli obiettivi dell’iniziativa” scrivono i democentristi, “era proprio quello di impedire alle aziende di speculare assumendo personale estero quando invece vi è la possibilità di impiegare quello locale”.
“I partiti e politici che hanno si sono opposti”, scrive quindi l’Udc, “ora dovranno spiegare al popolo come intendono arginare questo disastroso e sistematico fenomeno di sostituzione di manodopera residente con quella estera. (...) Quell’accordo che PLR, PPD, PS, Verdi e Co. Hanno difeso con le unghie e con i denti e che ora, ancora una volta, possiamo verificare quanto sia positivo per i cittadini ticinesi”.
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