Cerca e trova immobili
Ticino
UDC: "La Grosse Koalition è già in frantumi"
Redazione
13 anni fa
Dopo le critiche dei socialisti all'alleanza tra PLR, PPD e Lega, ora arriva anche la presa di posizione dell'UDC

Già ieri sera Saverio Lurati aveva criticato nel corso del comitato cantonale del partito socialista l'alleanza tra PLR, PPD e Lega, definendola "un triciclo senza pilota". Il presidente si è scagliato in particolar modo contro la mancanza di coerenza dei parlamentari dell'alleanza del centrodestra per quanto riguarda le misure da adottare per mettere un freno al disavanzo cantonale e contro l'assenza di una discussione seria sui contenuti del preventivo 2014. Un preventivo, ha ribadito il presidente, che i socialisti bocceranno.

E oggi l'alleanza del centrodestra viene presa di mira anche dall'UDC, che la definisce "una Grosse Koalition già in frantumi".

"L'UDC ticinese" scrivono in una nota firmata dal presidente Gabriele Pinoja" ha preso atto con soddisfazione della scelta del PLRT di voler ancorare nella Costituzione il freno al disavanzo. Significa dare l’opportunità ai cittadini di esprimersi su una scelta per noi inaccettabile, ma sulla quale, anche per i liberali radicali, devono essere i ticinesi a dire l’ultima parola. Votare sul freno al disavanzo – e non alla spesa, come chiede il nostro partito - significa introdurre il moltiplicatore cantonale che, in parole povere, vuol dire veleggiare verso un aumento delle imposte".

Ma il dato politico più rilevante emerso nelle ultime ore è però un altro, specifica l'UDC: "Di fronte alla prima difficoltà, la Grosse Koalition tra PLR, PPD e Lega si è già infranta a poche settimane dalla nascita. Dopo la catastrofica decisione di questo asso governativo di tagliare i sussidi cassa malati lasciando alla popolazione solo tre giorni per cambiare cassa, i liberali radicali si trovano a fronteggiare popolari democratici e leghisti, determinati a non permettere ai cittadini il ricorso alle urne".

Critiche particolarmente forti vengono rivolte alla Lega dei Ticinesi, ovvero "un movimento che ha fatto del responso popolare una ragione di vita e una caratteristica saliente del proprio modus operandi a livello politico". L'UDC non entra in merito alle scelte del movimento, "saranno gli elettori a giudicare".  

"Ciò che invece lascia smarriti" continua il partito "è assistere a un gioco delle parti di cui il Cantone non ha francamente bisogno". E Pinoja aggiunge: "Se, oltre a volere optare per il moltiplicatore cantonale, i partiti che sostengono questa scelta litigano anche sulle modalità per introdurla, si lanciano veri e propri ultimatum, minacce e reciproche accuse di scarsa affidabilità, per il Ticino si prospettano tempi cupi."

L'UDC ticinese si dice dunque convinta che le finanze cantonali si possano e si debbano risanare in altro modo: "Non ci riferiamo solo all’opzione del freno alla spesa, al posto di quella del disavanzo. Al fatto che il PLR lo voglia nella Costituzione, mentre PPD e Lega lo concepiscano semplicemente come una modifica di legge. Ma alla necessità di evitare teatrini più carnevaleschi che natalizi e di cui i cittadini ticinesi - siamo convinti - non sentono la necessità.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata