
Non si sono fatte attendere le reazione alla notizia di un ulteriore aumento del personale frontaliere in Ticino. L'UDC ha diramato un comunicato stampa nel quale prende una decisa posizione di fronte a questa situazione."51'000 frontalieri: solo l’iniziativa UDC “contro l’immigrazione incontrollata” può frenare questa funesta spirale" con queste parole il partido democentrista introduce il comunicato odierno. "L’UDC Ticino ha preso atto degli ultimi dati pubblicati dall’Ufficio federale di statistica, che danno la quota di frontalieri in Ticino oltre la soglia delle 51'000 unità. Il partito sottolinea come durante la campagna elettorale dello scorso aprile era stato messo in croce dagli avversari e dai soliti “buonisti a spese del contribuente”, per aver denunciato con la campagna “Balairatt” che la quota in questione aveva raggiunto la cifra di 45'000. Un aumento di 6'000 in soli sei mesi, un aumento di oltre il 13,3% registrato, si legge nella stampa, ancora una volta prevalentemente nel settore terziario" questo quanto si legge nel comunicato. Inoltre "quante fette dovremo ancora ingurgitare, per accorgerci che si tratta di polenta? Per quanto ancora i nostri politici intendono chiudere gli occhi rifiutando di ammettere il peraltro evidente disastro causato dall’accordo di libera circolazione delle persone con l’UE? Perché oltre al problema del frontalierato – più evidente nel nostro cantone che in altri – l’accordo di libera circolazione con l’UE ci ha portato un costante aumento dell’immigrazione stabile, in media circa 80'000 persone in più l’anno (più o meno la popolazione di una città come San Gallo) con il conseguente aumento del fabbisogno di strutture (scuole, strade, alloggi, ecc.), del carico sulle nostre istituzioni sociali, e della disoccupazione indigena".Si continua con "occorre porre un freno a questa funesta spirale che, secondo i pronostici dell’Ufficio federale di statistica, nel peggiore degli scenari potrebbe portare a superare i 10 milioni di abitanti la Svizzera del 2035. L’unica proposta concreta e ragionevole in questo senso viene dall’UDC con la sua iniziativa popolare “contro l’immigrazione di massa”, che vuole tornare all’introduzione di contingenti e tetti massimi, per gestire l’immigrazione su criteri di necessità e di interessi dell’economia svizzera". Concludendo "con priorità alla manodopera indigena in quei settori nei quali esiste, senza per contro impedire l’assunzione di lavoratori stranieri laddove siamo carenti. L’iniziativa UDC prevede una gestione globale dei permessi previsti dalla legge sugli stranieri, includendo quindi anche i frontalieri, i richiedenti l’asilo e i permessi di breve durata rilasciati ai “padroncini” indipendenti, che costituiscono una grave concorrenza per i nostri artigiani.L’UDC Ticino invita dunque tutti i concittadini a firmare l’iniziativa “contro l’immigrazione incontrollata”, che permette alla Svizzera di tornare a una gestione autonoma dell’immigrazione".
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