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Udc e Lega ci riprovano: "Bloccate i ristorni dei frontalieri"
Udc e Lega ci riprovano: "Bloccate i ristorni dei frontalieri"
Udc e Lega ci riprovano: "Bloccate i ristorni dei frontalieri"
Redazione
7 anni fa
I due partiti presentano una mozione per bloccare i versamenti "fino alla firma del nuovo accordo"

Bloccare il versamento dei ristorni dei frontalieri relativi all'anno 2019 e "gli anni a venire" finché non verrà sottoscritto l'accordo parafato nel 2015 dai ministri delle finanze di Svizzera e Italia. È quanto chiedono, a nome dei gruppi UDC e Lega in Gran Consiglio, i deputati Tiziano Galeazzi e Boris Bignasca in una mozione inoltrata al Governo.

"Secondo l'art. 4 dell'Accordo tra la Svizzera e l'Italia relativo all'imposizione dei lavoratori frontalieri e alla compensazione finanziaria a favore dei Comuni italiani di confine, concluso il 3 ottobre 1974, approvato dall'Assemblea federale il 24 ottobre 1978 ed entrato in vigore con scambio di note il 27 marzo 1979, la competenza di effettuare i versamenti dei ristorni è attribuita agli organi finanziari dei Cantoni" sottolineano i due deputati. "L'art. 3 ne regola le modalità e la tempistica: «in un versamento unico nel corso del primo semestre dell'anno successivo a quello cui la compensazione finanziaria si riferisce»".

"Il 30 giugno 2011" ricordano Galeazzi e Bignasca, "il Consiglio di Stato del Canton Ticino decise di congelare su un conto vincolato presso la Banca dello Stato della Repubblica del Cantone Ticino, la metà del ristorno dei frontalieri relativo all'anno 2010 e ciò «fino al momento in cui la Confederazione aprirà i negoziati riguardanti:a. la stipulazione di un accordo sulla fiscalità basato sul principio dello scambio di informazioni su richiesta, secondo gli standard dell'OCSE;b. l'accoglimento del principio di reciprocità e la riduzione del ristorno nell'ambito dell'Accordo.”Il 22 dicembre 2015, i responsabili delle finanze di Svizzera e Italia, Eveline Widmer-Schlumpf e Pier Carlo Padoan, hanno parafato il nuovo accordo fiscale fra i due Paesi che rivede il sistema d'imposizione dei lavoratori frontalieri. "Dopo lunghi anni di discussioni, anche pretestuose come quella legata al casellario giudiziale, l'accordo tuttavia non è stato ancora né sottoscritto dal Governo italiano né ratificato dal Parlamento" sottolineano i due deputati. "A otto anni di distanza da quel congelamento dei versamenti e a quattro anni di attesa dalla parafatura dell'accordo, gli obiettivi dei negoziati sono totalmente disattesi. Cambiano i Governi italiani ma nessuno sembrerebbe intenzionato a trattare seriamente la questione".

"Il riversamento all'Italia da parte del Canton Ticino è rimasto del 38.8% del gettito di tutte le imposte alla fonte dei frontalieri" proseguono. "L'incertezza in merito alla reale volontà di sottoscrivere l'accordo da parte del Governo italiano è testimoniata dalla continua cortina fumogena alzata attorno a questa sottoscrizione e dalle dichiarazioni di parlamentari che non esitano a definire l'accordo pari a una lettera morta".

Con la mozione bis si chiede dunque al Consiglio di Stato di bloccare "l'intero pagamento dei ristorni relativi all'anno 2019 e anni a venire, versando l'ammontare complessivo su un apposito conto vincolato presso la Banca dello Stato della Repubblica del Canton Ticino". Lo sblocco del versamento avverrà "al momento della sottoscrizione da parte delle Istituzioni italiane dell'accordo parafato dai ministri delle finanze di Svizzera e Italia nell‘oramai lontano 2015".

 

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