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Ripartenze
Ucraini in Ticino, il permesso S tra aiuti e incognite
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Per migliaia di ucraini il sistema svizzero garantisce protezione e sostegno, ma restano ostacoli sul lavoro e molte incognite dopo il 2027.

Per molti rifugiati ucraini, il Permesso S rappresenta una possibilità concreta di ricominciare. Allo stesso tempo, resta un percorso incerto, segnato da sfide di integrazione, ostacoli nel mercato del lavoro e decisioni politiche ancora in sospeso. Dopo le tre interviste del ciclo «Ripartenze»*, è utile offrire una panoramica aggiornata del sistema di sostegno sociale in Svizzera.

L'Ucraina è un paese sicuro?

Recentemente, il Parlamento federale ha riconosciuto alcune regioni dell’Ucraina occidentale come relativamente sicure e meno minacciate dall’invasione russa. Questa valutazione ha portato al respingimento di 104 domande d’asilo per persone provenienti da queste aree (Volinia, Rivne, Leopoli, Ternopil, Transcarpazia, Ivano-Frankivsk e Cernivci).

Tuttavia, la realtà sul terreno resta complessa. I problemi umanitari causati dagli attacchi russi alle infrastrutture energetiche, così come i raid con droni e missili — inclusi quelli contro treni civili — non sono scomparsi e continuano ad avere un impatto significativo sulla vita quotidiana. Le persone, colpite in modi diversi dalla guerra, continuano a richiedere asilo in Svizzera. Ad oggi, la Confederazione ha concesso il Permesso S a circa 70.000 persone in Svizzera, mentre il Ticino ospita circa 3000 profughi ucraini.

Una «vecchia» soluzione per crisi moderne

Il Permesso S è stato introdotto dall'Assemblea federale negli anni ’90 durante le guerre nei Balcani, ma mai applicato fino al 2022, quando è stato attivato come misura per le vittime dell’invasione russa in Ucraina. Dopo la registrazione presso la Segreteria di Stato della migrazione (SEM), i richiedenti ottengono uno statuto di protezione valido un anno, rinnovabile. Particolare attenzione è riservata ai minorenni non accompagnati, per i quali vengono attivati meccanismi di tutela specifici, inclusa la nomina di un rappresentante legale. Nel biennio 2022-2023, il Cantone ha affrontato difficoltà logistiche legate all’alto numero di arrivi. Molte famiglie svizzere hanno quindi accolto minorenni ucraini tramite programmi cantonali. Numerosi rifugiati hanno trovato alloggio grazie alla Croce Rossa e ad altre organizzazioni umanitarie.

Quale sostegno concreto?

Il Permesso S dura fino a cinque anni. Al termine, si apre la possibilità — non automatica — di passare ad altri permessi di soggiorno, come il B o il C. Lo statuto di protezione S garantisce il diritto di vivere, lavorare e studiare in Svizzera. Le persone che beneficiano delle prestazioni sociali devono presentarsi ogni mese alla SEM per dichiarare i propri conti e redditi.

In Ticino il sostegno sociale mensile è di circa 500 franchi per una persona adulta e di circa 750 franchi per una coppia, con un ulteriore contributo per i figli. Questi numeri variano in base al Cantone. Il Ticino copre inoltre le spese di affitto e dell’assicurazione malattia. In molti casi può anche sostenere i costi scolastici e di trasporto. Tra le misure iniziali vi era anche un abbonamento gratuito ai trasporti pubblici valido in tutta la Svizzera, poi revocato nel 2023. È inoltre previsto un supporto psicologico.

Restano a carico dei rifugiati alcune spese, come il canone radiotelevisivo, la tassa comunale per i rifiuti, l’assicurazione del veicolo e, a partire dal 2026, anche l’assicurazione di responsabilità civile.

L’ingresso nel mercato del lavoro

Il sistema prevede uno sportello lavoro dedicato, che offre opportunità di impiego — ad esempio in ambito agricolo o presso enti sociali come Caritas— con una retribuzione mensile tra 150 e 300 franchi come integrazione al sostegno sociale. I contratti hanno generalmente una durata di sei mesi e la persona non può scegliere liberamente l'offerta.

Uno degli obiettivi principali è l’integrazione e l’inserimento nel mondo del lavoro. Gli ucraini che desiderano rimanere vengono incentivati dal Cantone a raggiungere l’indipendenza economica. Sono offerti corsi di lingua dal livello A1 al B2. Lo sportello lavoro per il Permesso S collabora con altri uffici di collocamento per supportare la ricerca di impiego.

Nel 2025, circa un quinto degli ucraini in età lavorativa (circa 1500) in Ticino ha ottenuto un contratto di lavoro stabile. Solo il 16% risulta economicamente indipendente. Questi numeri sono aumentati con l'avvento del 2026.

Nonostante molti abbiano un alto livello di istruzione e una buona conoscenza dell’italiano, molti rifugiati incontrano le stesse difficoltà dei ticinesi nella ricerca di lavoro: scarsità di posti e competizione con i frontalieri. Inoltre, il carattere temporaneo del Permesso «S» non offre un senso di sicurezza ai datori di lavoro. Gli ucraini nella Svizzera interna mostrano invece un tasso di occupazione molto più elevato.

La Confederazione ha confermato il sostegno al Permesso S fino al 2027. Successivamente, verrà ridefinito il quadro giuridico. È probabile che venga data priorità alle persone meglio integrate e che la Svizzera si orienti alle decisioni dell'UE. In un contesto internazionale ancora instabile, il futuro di molti rifugiati resta dunque aperto.

 

* Il ciclo «Ripartenze» è curato da Oleh Pshenychnyi, studente di giornalismo arrivato in Ticino nel febbraio 2023, dove ho ottenuto lo statuto di protezione S. In Ucraina ha frequentato l’Università nazionale di Chernivtsi (per cui continua a seguire corsi online). Nel corso del suo percorso accademico devo realizzare cinque articoli, che saranno pubblicati su Ticinonews (testata presso la quale ho già svolto uno stage nell’estate del 2024). Il tema della serie riguarda la condizione dei rifugiati ucraini in Svizzera e le politiche di assistenza della Confederazione nei loro confronti.