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Ucraina sedotta, abbandonata ed espulsa: "Aiutatemi"
Ucraina sedotta, abbandonata ed espulsa: "Aiutatemi"
Ucraina sedotta, abbandonata ed espulsa: "Aiutatemi"
Redazione
9 anni fa
Alla donna, madre di un figlio svizzero di 11 anni, è stato intimato di lasciare la Svizzera. "Cosa sono, spazzatura?"

Un delicato caso di espulsione dalla Svizzera vede come protagonista una donna ucraina, Olga, madre di un figlio svizzero di 11 anni, cui dopo una serie di ricorsi è stato intimato di lasciare il Paese entro il 15 luglio.

Lei però non vuole né accettare la decisione né soprattutto separarsi da suo figlio, per cui ha deciso di rendere pubblica la vicenda sperando che qualcuno possa aiutarla.

"So che di fronte a problemi del genere di altre famiglie che rischiavano di essere separate l’opinione pubblica ha fatto tanto, smuovendo" afferma la donna al portale TicinoLibero. "E mi auguro che succeda lo stesso anche con me. Penso a una signora africana verso cui è stato compiuto un atto umanitario per non allontanarla dai suoi bambini."

Olga racconta di essersi innamorata di un ticinese, dal quale ha avuto un figlio, ma che in seguito il compagno l'ha tradita per costruirsi una nuova famiglia, ottenendo anche la custodia del bambino. Lei è quindi finita in assistenza, le è scaduto il permesso B e le autorità cantonali hanno deciso di non rinnovarglielo. Ha provato a lottare contro la decisione, ma invano. Ora ha presentato un nuovo ricorso, ma il Tribunale amministrativo cantonale le ha negato l'effetto sospensivo e quindi il 15 luglio avrebbe dovuto lasciare la Svizzera.

Ciò che non ha fatto, preferendo restare in Ticino come cladestina. "Vivo qui da metà della mia vita, avrei diritto al permesso di soggiorno" afferma, spiegando di aver trovato un lavoro ma di non poterci andare a causa del mancato rinnovo del permesso. "E io invece ne ho bisogno, per pagare le fatture e quello che devo dagli anni passati, altrimenti si accumulano debiti" spiega Olga. "I miei datori di lavoro sono disposti a tenermi, se sistemo i documenti."

La donna sostiene di non avere più niente in Ucraina: "Tutti gli amici, tutto, sono qui. Dove devo andare, e perché? Cosa sono, spazzatura?"

Nonostante non le sia stato concesso l'effetto sospensivo, Olga intende quindi restare in Svizzera in attesa dell'evasione del ricorso. E qualora dovesse essere respinto, si dice pronta ad appellarsi al Tribunale federale di Losanna. Intanto spera che l'appello pubblico possa aiutarla, anche perché è convinta di avere tutti i diritti di restare nel nostro Paese: "Mi dica un motivo, anche uno solo, per cui dovrebbero respingere la mia domanda" conclude. "Io continuerò a lottare."

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