
Sono 56'088 gli allievi ticinesi che lunedì prossimo inizieranno l'anno scolastico 2015-2016 (76 in più rispetto allo scorso anno). A ritornare in aula saranno anche 5807 docenti (settore privato compreso). Le cifre sono state presentate stamani in occasione della conferenza stampa organizzata dal DECS.
Tante le novità di quest'anno, soprattutto perché entra in vigore il concordato Harmos, il quale prevede l'obbligo di scolarizzazione a partire dai 4 anni e un'armonizzazione degli obiettivi formativi a livello nazionale. In Ticino in particolare prenderà avvio un piano di studio che vuole armonizzare il passaggio fra i diversi settori scolastici (dall'asilo alle elementari, dalle elementari alle medie).
Un'altra particolarità di quest'anno è l'introduzione a partire da fine settembre di una tessera studenti (voluta direttamente dai giovani). Una carta che faciliterà l'identificazione presso enti e strutture che offrono sconti per studenti.
Con il nuovo anno scolastico prenderanno via anche nuovi curricula di maturità professionale federale offerti in Ticino nelle 14 scuole professionali cantonali. Ai 4 indirizzi già esistenti, si aggiungerà anche il nuovo indirizzo "Natura, paesaggio e alimentazione".
Nel frattempo sono giunti i risultati della consultazione sulla grande riforma "La scuola che verrà". I principi di educabilità, inclusività ed equità racchiusi nel progetto sono tendenzialmente condivisi da docenti, associazioni, sindacati e partiti. Quest'inchiesta ha però portato alla luce alcune perplessità riguardo ad un carico di lavoro aggiuntivo per i docenti e la difficile attuabilità finanziaria della riforma. Quest'ultimo aspetto è particolarmente delicato se si considera che proprio ieri il Governo ha confermato una manovra di rientro da 160 milioni di franchi per ridurre ad un massimo di 90 milioni il deficit del Preventivo 2016.
"Il prossimo anno lo Stato non potrà avviare nuove riforme - ha annunciato in conferenza stampa il direttore del DECS Manuele Bertoli - le quali si dovranno affrontare soprattutto all'interno delle discussioni sul pacchetto finanziario per il 2017, 2018 e 2019. Sarebbe impensabile che il Cantone non proponga nuove riforme per un quadriennio."
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