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Ticino
"Tutto in regola con le perizie di Claudio Foti?"
"Tutto in regola con le perizie di Claudio Foti?"
"Tutto in regola con le perizie di Claudio Foti?"
Redazione
7 anni fa
Gendotti e Quadranti chiedono lumi sulle attività in Ticino dell'ex direttore del Centro Hansel e Gretel di Moncalieri

I deputati Sabrina Gendotti (PPD) Matteo Quadranti (PLR) hanno depositato un’interrogazione per chiedere lumi al Consiglio di Stato in merito ai delicati ruoli e compiti di chi opera nelle Autorità regionali di protezione (ARP).

In particolare, Gendotti e Quadranti prendono spunto dal grave fatto di cronaca recentemente accaduto in Italia, che ha visto finire nel mirino della giustizia 27 persone (di cui 6 arrestate) del Centro studi Hansel e Gretel di Moncalieri (Torino), sospettate di avere allestito perizie fittizie per fare apparire inadeguati i genitori di alcuni bambini, convincendo poi il Tribunale ad ordinare l'affido dei minori ad altre coppie conosciute dagli operatori del centro. Il tutto dietro pagamento.

“Tra le persone arrestate - sottolineano i deputati - vi è anche Claudio Foti, psicoterapeuta e direttore scientifico del centro studi Hansel e Gretel, attivo anche in Ticino dove sembra ha allestito, almeno in due casi, delle perizie”.

Gendotti e Quadranti sottolineano come “In ambedue i casi il suo parere abbia indotto le Autorità Regionali di Protezione (ARP) a sospendere i diritti di visita tra i figli e uno dei genitori per lunghi periodi. Sospensioni risultate in seguito, dopo estenuanti battaglie giuridiche, assolutamente ingiustificate. Foti è ora pure indagato per presunti maltrattamenti nei confronti della moglie e dei figli”.

Per questi motivi, i deputati chiedono al Governo quanto segue:

1. Il Dipartimento delle Istituzioni era al corrente che Claudio Foti ha allestito, almeno in due occasioni, delle perizie/consulenze per delle Autorità Regionali di Protezione?

2. Il Dipartimento delle Istituzioni era al corrente che in uno dei due menzionati casi è pure stata annullata una decisione dell’Autorità Regionale di Protezione da parte della Camera di protezione del Tribunale d’appello perché si fondava su una perizia allestita dal Servizio medico-psicologico (SPM) che ha riportato dei fatti che non corrispondevano al vero?

3. Il Dipartimento delle Istituzioni effettua, rispettivamente ha intenzione di effettuare delle verifiche sui periti/consulenti esterni che vengono utilizzati dalle Autorità Regionali di Protezione?

4. Il Dipartimento della Socialità e della Sanità ritiene che chi lavora al Servizio medico-psicologico (SMP) ha le necessarie competenze, rispettivamente esperienza per allestire dei rapporti che possono comportare l’interruzione dei diritti di visita di un genitore o addirittura togliere loro la custodia dei figli ed affidarli a terzi per un lungo lasso di tempo?

5. Il Dipartimento delle Istituzioni e il Dipartimento della Sanità e della Socialità ritengono che la formazione, rispettivamente le competenze, nonché i ruoli e i compiti di chi opera in questo delicato settore, ossia dei funzionari che lavorano nelle ARP e di chi fa parte della rete che le ruota attorno, ossia chi opera nell’Ufficio dell’aiuto e della protezione (UAP), in particolare nel settore delle tutele e delle curatele e in quello delle famiglie e dei minorenni, e nel Servizio medico-psicologico (SMP), siano da considerarsi sufficienti e adeguate?

6. Il Consiglio di Stato non ritiene necessario nominare un collegio multidisciplinare, al quale conferire il mandato di studiare i casi controversi, capire gli errori che sono stati commessi ed elaborare delle indicazioni agli operatori di tutto il settore affinché gli stessi errori non vengano più commessi in futuro?

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