
Una truffa da 2.5 milioni di franchi. Otto commercianti attivi in tutta la Svizzera - tra cui un ticinese - sono stati scoperti dalle Sezioni antifrode doganali delle Direzioni delle dogane di Lugano, Sciaffusa, Ginevra e Basilea che hanno posto fine a una truffa milionaria sull'importazione di frutta e verdura. “Nel corso dell'anno 2006, controlli materiali mirati svolti dagli ispettorati doganali ticinesi hanno fatto emergere discordanze tra quanto dichiarato e quanto presente sul veicolo in relazione ad invii di frutta e verdura provenienti da una ditta italiana – si legge in una nota stampa della Sezione antifrode doganale di Lugano -. Le prime indagini, evidenziavano il sospetto di una truffa organizzata da parte di 8 commercianti svizzeri attivi nel ramo dell'importazione di frutta e verdura e del loro fornitore italiano con sede commerciale a Milano”. Da qui l’intervento delle sezioni doganali che hanno sequestrato nelle sedi degli importatori numerosa documentazione cartacea e dati informatici. Numerose le persone interrogate durante l'inchiesta denominata “Tuttifrutti”. L'inchiesta ha potuto comprovare l’esistenza di un accordo tra le parti, “il quale prevedeva che alcune merci venissero riportate in fattura con un'altra descrizione, altre invece non venivano riportate e per altre ancora il peso era riportato inferiore all'effettivo. Tutto ciò per aggirare il pagamento dei dazi elevati applicabili nei periodi di contingentamento di determinati prodotti ortofrutticoli”. Quindici i processi verbali finali notificati alle persone incolpate che rischiano ora importanti sanzioni.
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