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Ticino
Tutti pazzi per le ferie, “C’è ancora richiesta per partire”
Redazione
3 anni fa
Con Davide Nettuno, portavoce di Hotelplan, analizziamo il rincaro dei prezzi e su come ciò influenzi le scelte dei viaggiatori.

In pieno periodo vacanziero, c'è chi parte per mete lontane e chi invece resta più vicino o addirittura in patria per risparmiare qualche soldino visto il rincaro generale dei prezzi, sia delle strutture alberghiere che dei biglietti aerei. Per capire le tendenze attuali, abbiamo interpellato Davide Nettuno, portavoce di Hotelplan. 

Partiamo da una radiografia generale. C'è voglia di vacanza? Ce n'è di più rispetto al periodo pre-pandemico?

“Tendenzialmente sta andando molto bene. La registrazione del traffico è positiva e siamo oltre al dato del 2022. Siamo praticamente ai livelli del 2019 e questo ci fa ben sperare. Ancora adesso c’è una forte richiesta nonostante le vacanze siano già iniziate”.

Può snocciolare qualche cifra? Alcuni sondaggi dicono che oltre il 70% degli svizzeri non sarebbe interessato a prendere un volo e partire all’estero…

“Possiamo dire che stiamo raggiungendo gli stessi livelli del 2019. Non credo quindi che uno svizzero su due resti a casa. Mi sembra un dato molto forte. Che poi le vacanze siano cambiate e si tende a farle più corte, cambiare destinazione e trascorrere anche qualche giorno in patria non lo escluderei. I dati di Svizzera turismo e di Ticino turismo sono comunque ancora buoni”.

Nota dolente di quest'estate i prezzi delle vacanze, che sono aumentati. Questo si traduce anche in un cambio di destinazione?

“L'aumento dei prezzi c'è, inutile negarlo. Quello che si può fare è accompagnare il cliente in quello che è il processo di consulenza, consigliando magari di cambiare il giorno di partenza o togliere due giorni alla vacanza, senza dover rinunciare al comfort e al lusso. È un valore aggiunto del nostro lavoro: non abbandonare il cliente nelle sue scelte e accompagnarlo attraverso questa giungla di prezzi, che è molto dinamica e aggressiva. Ci sono degli aumenti che sono veramente massicci. Se penso alle business class sui voli di linea o alle prime classi, parliamo di diverse migliaia di franchi di aumento rispetto agli anni scorsi”.

Di che aumento stiamo parlando rispetto al passato?

“Premetto che è da valutare il periodo in cui viene prenotata la vacanza, il giorno di partenza, ecc. Le cifre sono quindi da prendere con le pinze. Su una vacanza normale, con dei voli in classe economy, parliamo di un aumento di circa del 10%. Su voli in classi superiori, gli aumenti possono essere molto più marcati”.

Questo ha un effetto poi sulle scelte dei turisti?

“A nessuno piace buttare via i soldi, le persone sono comunque disposte a spendere qualcosa in più. Se guardiamo il valore medio delle pratiche di oggi rispetto a quelle che venivano prenotate nel 2019, notiamo un aumento. Ma è un aumento organico dovuto alla questione dell'aumento dei costi. Da qualche parte c’è comunque una soglia del dolore e se riusciamo a far risparmiare al cliente, lui può essere solo contento”.

Ha detto che c’è un aumento importante per i voli in prima classe. Molti ticinesi però viaggiano anche con le low cost. Su questo fronte com'è la situazione?

“In questo contesto notiamo anche un aumento tramite dei balzelli legati a quello che può essere, per esempio, la politica del trasporto dei bagagli. Presso EasyJet, per esempio, fino ad un anno fa era possibile portare un bagaglio da mettere in cappelliera gratuitamente o quasi gratuitamente. Oggi è gratuito unicamente il trasporto di un piccolo bagaglio da inserire sotto il sedile, mentre il bagaglio in cappelliera va pagato. Tutte prestazioni o servizi che una volta erano gratuiti o che avevano un supplemento limitato oggi sono a pagamento. In base alla loro politica preferiscono lasciare un prezzo d'entrata basso del biglietto aereo, per poi creare delle aggiunte tramite questi servizi ancillari”.

Alta affluenza vuol dire anche congestione degli aeroporti, quindi code, ritardi, difficoltà, ecc. Recentemente ci sono stati problemi di iper-congestione all'aeroporto di Zurigo. Ci può dare qualche consiglio e soprattutto dire quanto tempo prima è consigliabile oggi recarsi all'aeroporto?

“In periodi di alta stagione questi problemi si sono sempre manifestati. Oggi sono più critici perché il livello del personale negli aeroporti non ha ancora raggiunto i livelli di occupazione del periodo pre-pandemico. Per evitare qualsiasi tipo di problema viene consigliato al cliente di arrivare in aeroporto tra due e due ore e mezza prima. È inoltre importante beneficiare di tutti quegli strumenti elettronici che permettono al cliente di agevolare l'imbarco: check-in online, stamparsi la carta d'imbarco, verificare di avere tutta la documentazione pronta, cercare di essere sicuri che il peso e le misure del bagaglio siano quelle consentite”.

Ha ancora senso prenotare le vacanze con largo anticipo? Oppure le offerte last minute risultano essere più interessanti in termini di prezzo?

“Oggi vale più che mai perché il principio del last minute veniva associato ad un discorso di basso prezzo. In realtà è semplicemente una disponibilità residua e non per questo i costi vengono ribassati. Spesso e volentieri gli ultimi posti vengono venduti ad un prezzo più alto perché chi è veramente intenzionato a partire è disposto a pagare di più”.