
«Ci è rimasto un condizionatore, in magazzino, tutti gli altri sono andati». A parlare è un commerciante. Un solo condizionatore, già, immagine che sintetizza e racconta in maniera perfetta l'impennata della domanda registrata nelle ultime settimane, complice la canicola. E dire che l'azienda Nimis, di Noranco, aveva previsto questa ondata di richiesta e si era preparata con scorte più consistenti del solito. Eppure, una situazione del genere non si vedeva da anni.
«L'ultima volta che ho visto un anno del genere – ha spiegato il nostro interlocutore – era il 2002. Gli altri anni, beh, pur vendendo bene qualche scorta restava in magazzino. Oggi, non abbiamo più niente». Fatte le dovute premesse, non è solo una questione di scaffali che si svuotano. Anche le nuove forniture, infatti, arrivano con il contagocce. «In effetti, al momento sono un po' tutti in ritardo, sia i nostri fornitori sia le fabbriche».
Ma quali prodotti, nello specifico, sono andati a ruba? I climatizzatori portatili, soprattutto. Una soluzione pratica e accessibile, scelta da chi vive in affitto, da chi non vuole eseguire lavori in casa o, ancora, da chi si è catapultato in negozio spinto dall'emergenza. Restano gli impianti fissi, che però richiedono tempi più lunghi tra sopralluogo e installazione. «Queste macchine vanno montate dopo aver fatto un sopralluogo sulla superficie, dopo aver fatto un calcolo termico per mettere la macchina idonea per l'ambiente giusto, non è come un climatizzatore portatile per il quale basta attaccare la spina. Parliamo di climatizzatori che fanno da raffrescatori, da ionizzatori e anche da riscaldamento. Quindi, va messa la macchina giusta per lo spazio giusto. Per mettere un impianto fisso, poi, a dipendenza del kilowatt, va fatta anche una domanda di costruzione. Bisogna avere i permessi, perché non tutti lo possono fare».

