
La notizia della controversa ripartizione dei dicasteri a Torricella-Taverne ha inevitabilmente scatenato un'ondata di reazioni da parte del mondo politico ticinese. Alla municipale socialista Amalia Mirante, ricordiamo, è stato tolto il Dicastero Educazione e Finanze (passato al vice-sindaco leghista Franco Voci) e le stato invece assegnato il neocostituito Dicastero Cimitero.
Le reazioni sono state praticamente unanimi, indipendentemente dell'appartenenza politica. Come quella del collega liberale radicale Antonello Gatti: "Questa decisione è una pura dimostrazione di potere da parte della maggioranza: Amalia ha sempre lavorato molto bene e se le finanze di Torricella-Taverne sono ottime, è grazie a lei".
Tantissimi i messaggi di sostegno giunti via Facebook, con già i primi hashtag #iostoconamalia. Tra i primi a schierarsi c'è stato Fiorenzo Dadò (PPD) che ha scritto: "Ma è questo che vogliamo nel nostro Paese? Il municipio è un organo collegiale. Non decide il sindaco o un municipale da solo, ma tutti assieme. Le competenze di ogni eletto hanno (dovrebbero avere), un peso nell'attribuzione dei compiti. Al di là dei partiti. È ovvio, se si vogliono fare per davvero gli interessi della comunità. Se fossi in Amalia, con tutto il rispetto per i poveri morti (che non ne possono nulla), depositerei le chiavi e che si arrangino loro".
Non sono tardate altre prese di posizione. Alain Scherrer (PLR) ha commentato: "Sono molto dispiaciuto. Ho avuto la fortuna di conoscere di persona Amalia un paio di mesi fa, ed è una bella persona con grandi competenze. Buttarle via per dissapori personali o peggio per giochi politici reca solo un danno al Comune e ai suoi cittadini. Io sto con Amalia". Alex Farinelli (PLR) ha invece scritto: "Mi spiace che giochetti di bassa cucina siano reputati più importanti dell'interesse del comune". Dal canto suo Henrik Bang (PS) ha commentato così: "Complimenti con quale lungimiranza un municipio manda competenze di economia,invidiate da tutto il cantone, al cimitero. Tempi bui ci attendono che la lotta politica abbia inizio". Secondo Michela Ris (PLR) è stato "l'esempio perfetto di come iniziare male una legislatura. #iostoconamalia", mentre Giorgio Fonio (PPD) ha scritto: "Il mio sostegno ad Amalia è totale indipendentemente da chi è responsabile o complice di questa situazione".
Lisa Bosia Mirra (PS), invece, parla apertamente di discriminazione e invoca addirittutra uno sciopero delle donne in Gran Consiglio: "Siamo messe male, ma molto molto male. Le donne in politica non esistono, sono maltrattate, bistrattate, usate per fare il cartellone elettorale e poi messe da parte. Abbiamo cinque Consiglieri di Stato e nessuno di loro è donna. In Gran Consiglio siamo solo in 22 su novanta ed è record (!!!). Settimana scorsa a Sara Beretta Piccoli, anche se ha fatto la votazione più brillante del suo partito, è stata negata la carica di capogruppo e adesso quest'umiliazione ad Amalia Mirante, già Candidata al Consiglio di Stato, docente di economia, giovane, brillante e capace. Queste decisioni ci umiliano tutte, perchè dimostrano una volta di più la mancanza di considerazione di cui godono le donne in politica. È una vera vergogna, ho dei travasi di bile e una gran voglia di scendere in piazza a protestare. Anzi, lancio l'invito alle colleghe, e se facessimo sciopero? Al prossimo Gran Consiglio una sciarpa rosa sulla sedia, in segno di protesta. E noi fuori dall'aula."
D'altro canto le testate giornalistiche del Cantone concordano nel definire la scelta "clamorosa".
Un vero e proprio "golpe", iniziato proprio con la creazione del Dicastero Cimitero... un Dicastero che - sottolinea Amalia Mirante - "quattro anni fa non esisteva".
Il sindaco Tullio Crivelli e il suo vice si sono inizialmente trincerati dietro un "no comment", preannunciando una presa di posizione ufficiale del Municipio. Ma è facile immaginare che la decisione sia stata presa forte dell'exploit elettorale della Lega (45% dei consensi, il 16% in più rispetto a 4 anni fa), per garantire il cambiamento richiesto dai cittadini alle urne... elettorali.
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