
Il prossimo venerdì a Como verrà costituito il consiglio sindacale interregionale (CSIR) fra Lombardia-Piemonte e Ticino, il secondo più grande in Europa, cui faranno parte i sindacati confederali italiani delle due regioni e quelli ticinesi (tra cui Unia, Ocst, Vpod e Uss). Una struttura che è stata latente negli ultimi otto anni e che ora si è deciso di riportare in vita.
“Non è che prima non funzionasse” ci spiega il sindacalista Sergio Aureli (Unia), che sarà presente alla rinascita dell’organo sindacale, “ma la macchina era ferma. Ora ci sono nuovi piloti al comando e nuovo motore. L'intenzione è di andare tutti nella stessa direzione con un'unica macchina, piuttosto che “intasare” le strade con più auto per raggiungere la stessa meta”.
E l’obiettivo comune di tutti i sindacati è quello di tutelare i lavoratori (indipendentemente dalla loro provenienza e il loro salario) e migliorare le condizioni di lavoro.
“Sul tavolo affronteremo diversi dossier, dalla problematica della mobilità, al dumping salariale, fino alla sostituzione di manodopera e alla qualità del lavoro” ci spiega ancora Aureli. Tutta una serie di problematiche che a distanza di anni devono essere ancora risolte, in un quadro profondamente cambiato, dal sistema sociale alle tassazioni. “Quale miglior soluzione dunque”, conclude Aureli, “di lavorare tutti insieme, indistintamente dal colore sindacale, per migliorare le condizioni di lavoro?”
La nuova partenza, dunque, venerdì, con l’approvazione di nuovi statuti.
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