
Il Consiglio di Stato ha risposto ieri all'interrogazione presentata lo scorso 1° maggio dalla deputata Greta Gysin (Verdi), la quale poneva una serie di domande sulla nomina dell'ingegnere Giovanni Leonardi alla presidenza dell'Azienda Elettrica Ticinese (AET).
Gysin sollevava perplessità sui possibili conflitti d'interesse di Leonardi, presente in diverse società che operano nel campo energetico, e sul suo sostegno all'energia nucleare.
Nuovo regolamento
Prima di rispondere alle domande della deputata dei Verdi, il Governo ricorda che il 29 aprile scorso è stato emanato un regolamento sui criteri di nomina del membri del Consiglio di amministrazione dell’AET. Questo regolamento ribadisce i criteri di nomina, i requisiti professionali, i requisiti di eleggibilità e quelli di buona condotta, che erano peraltro già applicati in modo più generale anche in precedenza.
"È vero, ma..."
Ora, spiega il Consiglio di Stato, "è vero che non sono eleggibili alla carica di membro del cda di AET (o devono rinunciare immediatamente alla carica) coloro che sono membri del cda o dipendenti di persone giuridiche che esercitano attività nei settori della produzione, trasporto o del commercio di energia elettrica o di società che svolgono o che appartengono a gruppi con attività in concorrenza con l’AET o con una società da essa affiliata o partecipata. Ma è nondimeno altrettanto vero che il Consiglio di Stato può derogare eccezionalmente a questo requisito se l’elezione è sorretta da un interesse assolutamente preminente dell’azienda; in caso di conflitti di interessi il membro del cda si astiene dalla discussione e dalla decisione."
Il Consiglio di Stato sostiene di aver tenuto conto dei principi di proporzionalità e dell’interesse pubblico: "la ricusazione e l’astensione costituiscono infatti misure sufficienti quando i rischi di collusione non sono permanenti e si presentano in modo facilmente riconoscibile."
"Sadis ha già risposto a Lepori"
Fatte queste premesse, il Governo ricorda di aver già affrontato il tema prima della nomina dell’ing. Leonardi nel cda di AET, rispondendo ad un’interpellanza del deputato Carlo Lepori e cofirmatari. In quella sede, la consigliera di Stato Laura Sadis aveva premesso che la candidatura dell’ing. Leonardi era stata presentata all’inizio del 2013, ma era stata sospesa per ragioni di opportunità viste le trattative in corso per l’acquisizione della quota azionaria della SES SA in quel mentre in mano ad Alpiq, rilevando poi che Giovanni Leonardi era stato presidente della SES dal 2004 al 2012, che durante la sua attività presso Alpiq era stato presidente del cda della Centrale nucleare di Gösgen e che, dopo la sua burrascosa uscita da Alpiq, era stato eletto quale membro del Comitato Pro Natura del Canton Argovia. La consigliera di Stato aveva precisato infine che le conoscenze e le esperienze di un CEO di uno degli importanti attori del settore elettrico europeo andavano comunque considerate e che il Governo avrebbe in ogni caso valutato con attenzione i potenziali conflitti di interessi; l’interpellante si era dichiarato soddisfatto, mantenendo nondimeno una riserva “perché dubitiamo che i conflitti d’interesse legati alla persona di Giovanni Leonardi, qualora la sua candidatura venisse confermata, saranno risolti”.
Formazione ed esperienza
Leonardi, spiega il Governo, è stato scelto soprattutto per la sua formazione e la sua esperienza. Ha iniziato la sua carriera professionale come ingegnere di sviluppo/ricerca presso gli RCA Laboratories, Zurigo, e l’ha poi proseguita come ingegnere di vendita presso la Celio Engineering di Ambrì, come assistente del caposervizio e ingegnere capo progetto presso la Aar e Ticino SA di elettricità (Atel), Bodio, come direttore generale dell’Atel Elettroimpianti Ticino SA, Lugano-Savosa, come direttore generale e presidente di direzione del Gruppo Atel Installationstechnik (AIT), Zurigo, e da ultimo come CEO dell’Alpiq Holding SA fino a fine settembre 2011. Attualmente è libero professionista.
"L’ing. Leonardi" scrive il Consiglio di Stato, "adempie quindi manifestamente ai quei requisiti professionali che devono essere richiesti e che sono determinanti per svolgere la carica di membro e presidente del cda di un’azienda come l’AET, chiamata ad attuare le scelte di politica energetica del Cantone, ma che non escludono per questo una certa considerazione delle diverse sensibilità politiche."
Le società di Leonardi
Il Governo cita poi le società di cui l'ingegnere Leonardi fa attualmente parte. La Benoil SA di Mendrisio (in qualità di membro del cda), la Inter-Care Holding SA di Bedretto (membro del cda), la Leonardi energie&management SA di Bedretto (amministratore unico), la Parü-Holding SA (membro di cda), la Patria Società cooperativa di Basilea (membro dell’amministrazione), la Pini Swiss Engineers SA di Lugano (membro del cda), la Sator Energy SA di Bedretto (presidente del cda), la Tenconi SA di Airolo (presidente del cda), la Casa di riposo San Rocco SA di Savosa (membro del cda) e la Pro Natura Aargau di Aarau (membro del comitato).
Misure contro i conflitti d'interesse
In base alle allegazioni contenute nel formulario “Dichiarazione di conflitto di interessi”, scrive il Governo, "la Direzione dell’AET ha proposto e il cda accettato tutta una serie di misure - rapportate alle singole società e alle attività che esse svolgono come pure alle decisioni specifiche o strategiche che prendono – che fanno obbligo all’ing. Leonardi di astenersi dalla discussione e dal voto (lasciando la sala) o che sottopongono la continuazione di un’attività e l’assunzione di mandati ad essa inerenti al consenso del cda, dopo presa di posizione della direzione. E in questo contesto, direzione e cda hanno esaminato non solo i conflitti di interessi potenzialmente esistenti, ma anche quelli che, date certe circostanze, potrebbero presentarsi in futuro."
Il Consiglio di Stato ha aderito a questa impostazione e non ha ritenuto né ritiene tuttora che l’ing. Leonardi debba rinunciare ad attività private nell’ambito del commercio d’energia o lasciare quelle in cui avere informazioni confidenziali sulla strategia di AET potrebbe portare ad un indebito vantaggio.
"Ci impegnamo ad intervenire"
Nessuno vuole negare, prosegue il Governo, che essendo l’ing. Leonardi attivo nel settore energetico possano sussistere potenziali conflitti d’interessi. "Il sistema per risolverli ed evitarli, nel rispetto del principio di proporzionalità, è stato comunque attentamente valutato alla luce del codice etico ed il Consiglio di Stato non ha motivo per dubitare che possa istaurarsi con l’ing. Leonardi un reciproco rapporto di fiducia improntato alla totale trasparenza nei confronti del cda, dell’azienda e del proprietario" conclude il Governo. "Ove la situazione oggettiva nel caso concreto dovesse però attestare la sussistenza di incompatibilità non più sostenibili, il Consiglio di Stato si impegna comunque sin d’ora ad intervenire, in virtù dei suoi poteri di vigilanza, e ad esigere che l’ing. Leonardi rinunci ad essere membro di uno dei cda che provoca conflitti d’interessi permanenti o quasi a scapito di AET."
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