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Ticino
Tutti i giornali parlano del franco
Redazione
12 anni fa
I quotidiani ticinesi, confederati e internazionali si interrogano sul futuro della moneta elvetica. Con pareri contrastanti

Anche la stampa svizzera e internazionale, come peraltro l'intero mondo economico, reagisce con sorpresa alla decisione della Banca nazionale svizzera (BNS) di abolire la soglia minima di cambio euro/franco. Non vi è invece unanimità di vedute sul giudizio da dare a quello che qualcuno ha chiamato "Swissexit": molti dubitano della bontà dell'operato dell'istituto, anche riguardo ai modi, e quasi tutti prevedono tempi grami, perlomeno sul breve periodo. Ma c'è anche chi, della manovra di sganciamento, apprezza soprattutto una cosa: il nuovo vento di libertà.

STAMPA SVIZZEROTEDESCA

Neue Zürcher Zeitung- In primo luogo la decisione della BNS significa che la banca non vuole fare diventare il franco un "quasi euro": è da sperare che mantenga questo convincimento. Compito dell'istituto deve rimanere quello di garantire condizioni quadro il più possibile stabili: non è affare suo sostenere l'export.

Tages-Anzeiger e Bund - La BNS non si è tolta dagli impicci, al contrario. Con l'aumento degli interessi negativi non fa che puntare sulla semplice speranza di un miglioramento della situazione. E se in futuro dovesse intervenire di nuovo sul mercato per indebolire il franco il successo non sarà sicuro e i costi saranno elevati, non da ultimo perché l'istituto ha perso credibilità.

Blick - Al presidente della BNS Thomas Jordan è perfettamente riuscita la sorpresa. Potrebbe essere a conoscenza di qualcosa che il pubblico non sa e avere quindi optato per una rapida uscita dal cambio minimo. L'industria d'esportazione elvetica sta bene, non ha più bisogno di sovvenzioni.

Basler Zeitung - La BNS ha chiaramente perso credibilità. Sul breve periodo sono più forti le conseguenze negative. Ma pagando questo prezzo la Svizzera ottiene una contropartita: questa si chiama libertà.

Südostschweiz - Per industria d'esportazione e turismo sono in arrivo tempi molto duri. Ma non si poteva andare avanti all'infinito: l'euro infatti è condannato a indebolirsi.

Neue Luzerner Zeitung - Oggi ancora più di prima la Svizzera deve avere libero accesso ai mercati del mondo: qui è la politica che deve fare la sua parte.

STAMPA ROMANDA

Le Temps - La brutalità dell'annuncio rischia di fare danni: la BNS ha forse dato prova di ingenuità e dimenticato il ruolo di stabilizzatore dell'economia.

Le Matin - La mossa della BNS è un pugno in pancia che toglie il fiato all'economia: in un'ora sono sfumati tre anni di certezze.

24 Heures - Si trattava di abbandonare una misura diventata pericolosa.

Tribune de Genève - È una capitolazione di fronte agli speculatori. La BNS ha perso la sua credibilità.

L'Express e L'Impartial - I prezzi aumentano del 15% a tre giorni dal Salone internazionale dell'alta orologeria di Ginevra.

Le Nouvelliste - Il rafforzamento del franco non andrà a beneficio di consumatori, vista la debolezza della normativa contro i monopoli.

STAMPA TICINESE

Corriere del Ticino - Qualcosa nella complessa costruzione della soglia minima di cambio non ha funzionato. Preoccupano le turbolenze acute della giornata di ieri, davvero insolite per la Svizzera.

La Regione - O era sbagliata la decisione del 6 settembre 2011 di fissare una soglia per l'euro o è sbagliata quella di ieri di togliere tale argine: una terza possibilità non è data. Una comunicazione improvvida ha annientato in pochi minuti la credibilità della banca costruita in 108 anni di storia.

Giornale del Popolo - Ora chi crederà a Jordan sapendo che è un giocatore d'azzardo? Il rischio per la Svizzera è uno scenario alla giapponese. E chi se li ricorda più gli utili della BNS che facevano la felicità dei cantoni?

STAMPA INTERNAZIONALE

Süddeutsche Zeitung - Il crollo del corso dell'euro del 30% è stato solo una reazione degli investitori al tentativo dilettantistico della BNS di sganciarsi dalla moneta unica.

Die Welt - La Svizzera rischia la maledizione del paese di lusso, mentre per l'Eurozona il calo dell'euro non è nulla di male.

Spiegel - Il crollo dell'euro è voluto e proseguirà.

Frankfurter Allgemeine Zeitung - Con l'acquisto di titoli esteri la Svizzera è nel frattempo diventata la principale creditrice della Germania.

Washington Post - La decisione della BNS probabilmente non è buona, perché il paese è in deflazione, cosa che una valuta forte peggiorerà ulteriormente.

New York Times - Si è trattato di una interessante lezioni sulla situazione precaria dell'economia mondiale, un evento che non ha paragoni. Sei anni di attivismo delle banche centrali hanno forse salvato l'economia del pianeta, ma hanno provocato danni collaterali che costringeranno ancora a lungo a lottare persone un po' in tutto il pianeta.

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