
Non si placa la polemica nei confronti di Germano Mattei, il deputato di MontagnaViva in Gran Consiglio che su Facebook ha offeso il collega in Gran Consiglio Daniele Caverzasio (Lega), apostrofandolo come "checca". Rincarando peraltro la dose in post successivi, dove Mattei ha incautamente paragonato gli omosessuali ai tossicodipendenti.
I capigruppo dei principali partiti ticinesi hanno preso posizione sulla vicenda, contestando le affermazioni del parlamentare valmaggese.
Alex Farinelli (Capogruppo Plr in Gc)Trovo che quella di Mattei sia un'uscita fuori luogo e totalmente irrispettosa non solo del collega Caverzasio ma anche di tutta una serie di cittadini. Secondo me non ha ben capito che certe uscite da parte di un Gran Consigliere non sono accettabili e che il minimo che dovrebbe fare è scusarsi sinceramente per queste affermazioni. Detto questo, non è nostro compito chiedere le dimissioni di un collega, mi auguro solo che episodi del genere non si ripetano più.
Maurizio Agustoni (Capogruppo PPD in GC)Conosco Germano Mattei da quando è entrato in Gran Consiglio e non mi è sembrato una cattiva persona, ma le sue dichiarazioni sono state decisamente maldestre, per usare un eufemismo... Soprattutto chi ha un ruolo pubblico non dovrebbe permettersi di giudicare le scelte di vita private di una persona. Peraltro tracciando equivalenze tra omosessualità e tossicodipendenza a dir poco inopportune.
Ivo Durisch (Capogruppo PS in GC)Purtroppo a volte su Facebook c'è chi molla il freno a mano ed esprime il proprio pensiero senza filtri e sensibilità verso le persone che lo possono leggere. Ma la sfera privata delle persone bisogna lasciarla stare: una cosa che media e politici, come in questo caso, purtroppo non sempre fanno. I termini utilizzati da Mattei sono gravemente offensivi di una persona: avrebbe dovuto pensarci 10 volte prima di scrivere certe cose. Ora che il danno è stato fatto mi auguro abbia la stessa prontezza nel chiedere scusa.
Sabrina Aldi (Deputata Lega in GC)Non potevo credere che un Gran Consigliere si potesse esprimere pubblicamente in questi termini. Eppure è riuscito pure a rincarare la dose nei commenti successivi. La mia solidarietà non solo a Daniele, ma anche a tutti gli omosessuali che si sono sentiti offesi da questi appellativi inaccettabili. Mi ha spiazzato anche il fatto che il suo giovane collega di partito lo abbia pure difeso, come se nel 2017 fosse normale fare certe dichiarazioni. Spero abbiano la decenza di chiedere scusa.
MS
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