
Una nuova vicenda di un giovane straniero espulso scuote la politica ticinese. Dopo il caso del giovane kosovaro Arlind Lokaj, la cui espulsione è al momento sospesa per ragioni di salute, ora a far parlare di sè è Yasin Rahmany, 23enne iraniano di origine curda giunto in Ticino nel 2008.
In suo sostegno i capogruppo di PS, PPD, PLR e Verdi, ossia Pelin Kandemir Bordoli, Fiorenzo Dadò, Christian Vitta e Francesco Maggi, hanno presentato oggi un'interrogazione parlamentare, con la quale chiedono di sospendere l'allontanamento di Yasin e di concedergli un permesso di soggiorno in Ticino.
Yasin, giunto in Svizzera come richiedente l'asilo, dovrebbe lasciare il Paese entro il prossimo 21 febbraio. Un provvedimento che gli interroganti ritengono ingiusto. "Yasin ha frequentato una scuola per imparare l'italiano, ha iniziato un processo di integrazione che l'ha portato a trovare un posto come apprendista parrucchiere e ancora oggi lavora in un salone di Bellinzona con un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Si mantiene da solo, paga le tasse, è un onesto cittadino che non ha mai avuto problemi con la giustizia e sta versando il 10% del suo stipendio ogni mese alla Confederazione per restituire ciò che gli è stato dato nel primo periodo del suo arrivo." si legge nell'interrogazione.
Date queste premesse, i quattro capogruppo chiedono al Consiglio di Stato di utilizzare tutti i margini di apprezzamento concessi dalla Legge Federale sugli stranieri per richiedere alle autorità federali la concessione di un’autorizzazione di soggiorno in Ticino per il giovane Yasin.
E sempre in sostegno di Yasin, sabato prossimo, 15 febbraio, si terrà una manifestazione di piazza a Bellinzona, con partenza alle 15 dalla Posta centrale.
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