
Sono ben differenti tra loro i commenti dei tre quotidiani ticinesi sulle votazioni di ieri, anche se tutti concordano su un aspetto: il grande vincitore di ieri è stato il direttore del Dipartimento delle istituzioni Claudio Zali.
I temi al centro degli editoriali pubblicati oggi sono l'approvazione della tassa di collegamento e la bocciatura della modifica della Legge sull'Ente Ospedaliero Cantonale, senza dubbio i due temi più sentiti tra i nove sui quali siamo stati chiamati ad esprimerci.
I commenti, come detto, sono divergenti. C'è chi esulta, come La Regione, e chi invece esprime preoccupazione, come il Corriere del Ticino.
Corriere del Ticino
"Dal 1° luglio dovremo dunque pagare una tassa per andare a lavorare e a fare la spesa" esordisce il direttore del CdT, Fabio Pontiggia, ricordando che l'esborso sarà di 18 milioni di franchi. "Non è poco."
Pontiggia riconosce che l'esito del voto sulla tassa di collegamento "è una vittoria del consigliere di Stato Claudio Zali", che ha riesumato dai cassetti di Palazzo il principio approvato dal Gran Consiglio nel 1994 ma rimasto lettera morta in tutti questi anni.
"Zali lo ha modificato molto: non più un deterrente a carico dei grandi centri commerciali, ma un balzello che, oltre ai clienti dei negozi, va a toccare anche e soprattutto chi utilizza l'automobile per andare al lavoro in un'azienda medio-grande" prosegue Pontiggia.
Il direttore del CdT sostiene poi che "la reazione del consigliere di Stato è stata saggia e prudente", dato che ha riconosciuto che bisognerà tenere conto del fatto che il Paese è spaccato in due. "Però la tassa ci sarà e sarà intera, senza sconti" scrive Pontiggia, il quale aggiunge poi che "è vero che si tratta di una tassa provvisoria, ma nessuno crede alle tasse provvisorie."
Pontiggia ritiene che la tassa non avrà un effetto positivo sul traffico, "perché per molti lavoratori non c'è un'alternativa all'automobile e chi fa la grande spesa a Grancia non potrà certo farla caricandosi di sacchi, scatoloni e bottiglie sul bus."
Infine il direttore del CdT parla di "piccola svolta politica in Ticino: con il peso decisivo della Lega siamo entrati nella stagione delle tasse", ciò che secondo lui non fa bene al Paese. Ma si tratta, a suo dire, di una reazione difensiva della popolazione, che esprime un senso di disagio per il presente e di inquietudine per il futuro."
"La tassa sui posteggi è un piccolo tassello" conclude Pontiggia. "Chiusura alla mobilità individuale, ai frontalieri, ai consumi, al traffico. C'è da sperare che l'impatto sulla tenuta delle aziende e sui posti di lavoro non sia pesante."
Sul Corriere del Ticino al tema della modifica della Legge sull'EOC è dedicato un secondo editoriale, a firma del caporedattore cantonale Gianni Righinetti, che definisce la bocciatura "una vittoria della sfiducia" che deve preoccupare "chi è chiamato la strategia sanitaria del Cantone."
La Regione
Su La Regione entrambi i temi figurano invece nello stesso editoriale, a firma del vicedirettore Aldo Bertagni, il quale parla di "vittoria della politica e del senso dello Stato."
Riferendosi alla riforma della Legge sull'EOC, Bertagni scrive che si è trattato di "un voto popolare importante e per certi versi imprevedibile", dato che "il clima degli ultimi mesi, anzi anni, induceva a credere altro" e che si diceva che "il fronte dell'opposizione alle privatizzazioni con gli anni s'è parecchio assotigliato."
"La popolazione è decisamente più vicina ai servizi dello Stato che non la maggioranza del Gran Consiglio e del Consiglio di Stato" scrive Bertagni. "Una lezione, soprattuto per il direttore del DSS, che non può essere ignorata."
L'editorialista de La Regione definisce "sorprendente" pure l'approvazione della tassa di collegamento. "Vince il direttore del Dipartimento del territorio, ma vince soprattutto il senso civico di chi considera il proprio impegno finanziario (piccolo o grande, poco importa) come contributo essenziale alla crescita equilibrata e vivibile della comunità di appartenenza."
Giornale del Popolo
Infine sul Giornale del Popolo il vicedirettore Gianmaria Pusterla mette in evidenza che il Ticino uscito dalle urne ieri pomeriggio "è un Ticino frammentato in molte parti quasi uguali."
"Ad ammettere che il voto sulla tassa di collegamento ha spaccato in due il Ticino è stato lo stesso consigliere di Stato leghista Zali, che pure dalla consultazione è uscito vincitore" scrive Pusterla, secondo cui "l'esito favorevole alla tassa è una sorpresa a metà."
Secondo l'editorialista del GdP, infatti, "in questo caso ha avuto buon gioco fare leva su due aspetti di tipo emozionale (...): mettere in cattiva luce i frontalieri ("sono loro che creano il traffico" ma soprattutto "sono loro che tolgono il lavoro ai ticinesi") e colpire chi li "fiancheggia" assumendoli, ossia le aziende ("che sono generatori di traffico")."
"Il ministro leghista ha utilizzato questi due fattori per far passare la sua tassa, colorandola poi di verde per attirare i consensi del mondo ambientalista" prosegue Pusterla. "Per questo sorprende solo in parte il risultato di ieri."
In merito alla bocciatura della nuova legge EOC, l'editorialista del GdP scrive invece che ora la nostra sanità si trova in un'impasse "difficile da affrontare".
"Le pur comprensibili rivendicazioni di carattere regionalistico e le meno comprensibili paure verso un settore privato che nella sanità in Ticino non è contro il ruolo pubblico, ma sostiene e aiuta lo sviluppo dell'intera realtà sanitaria, hanno finito per coalizzare una maggioranza contro la nuova legge" conclude Pusterla. "Purtroppo, come detto, questo farà marciare sul posto la nostra sanità."
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