
Questa sera alle ore 21.00, al Debarcadero di Locarno, si terrà un presidio sindacale per manifestare a favore dei lavoratori e della lavoratrici del bacino svizzero del Lago Maggiore che sono stati licenziati per la fine del 2017 e che dal 25 giugno scorso si trovano in sciopero.
La manifestazione, vuole mandare un messaggio di solidarietà ai lavoratori licenziati e ribadisce la necessità di garantire loro la piena occupazione ed il mantenimento delle attuali condizioni salariali e contrattuali.
In un comunicto congiunto il Partito comunista ticinese e quello italiano prendono posizione sulla vicenda: “Rivendichiamo con forza le autorità politiche dei nostri due Paesi a impegnarsi a garanzia del lavoro e del servizio pubblico e di una cooperazione che porti investimenti a vantaggio dell’economia lacustre e dell’ambiente. Allo stesso modo invitiamo a una sempre più grande sinergia fra sigle sindacali di ambo i paesi, affinché non si possano determinare sostituzioni di manodopera che danneggino la lotta” si legge nella nota.
“Rifiutiamo ogni ipotesi di liberalizzazione della navigazione sul Lago Maggiore e condanniamo il tentativo di bypassare l’azione di sciopero attualmente in corso utilizzando battelli privati oppure motonavi con personale italiano: si tratta di una misura subdola e anti-sindacale, che potrà peraltro anche far insorgere un clima di conflitto fra lavoratori svizzeri e lavoratori italiani che bisogna evitare per favorire al massimo invece la solidarietà fra i salariati dei due bacini” recita il comunicato. “Deploriamo anche l’intervento sproporzionato delle forze dell’ordine che ha portato alla denuncia per coazione degli attivisti che hanno legittimamente tentato di bloccare l’attraccaggio dei battelli: vogliamo una polizia che nei conflitti sociali eviti di schierarsi dalla parte del profitto, ma tuteli piuttosto gli interessi della collettività”.
“Riteniamo infine strategico un maggiore impegno delle istituzioni pubbliche svizzere e italiane per uno sviluppo del trasporto nelle acque del Lago Maggiore a riduzione di quello veicolare. Tutto ciò potrà avvenire attraverso uno studio di ricerca e fattibilità che coinvolga in primo luogo la Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana e le Università di Varese e del Piemonte orientale”.
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