
«Tutti i consiglieri di Stato dovrebbero farsi da parte». L’ex procuratore Emanuele Stauffer ha evocato la «tabula rasa» dalle colonne de La Regione, criticando la gestione politica delle vicende che hanno coinvolto Claudio Zali. «“Andate a casa” è più uno sfogo che altro, ma soprattutto la constatazione che oggi il Consiglio di Stato è privo di credibilità e di autorevolezza», spiega a Ticinonews. Secondo Stauffer, il problema non riguarda la presunzione di innocenza, che «è sacrosanta e deve essere rispettata», ma la necessità di reagire immediatamente di fronte a comportamenti che, a suo giudizio, «non sono accettabili». «Sono cose che non si fanno», afferma, riferendosi anche alle vicende delle EOC e della Farera. «Rappresentano una forma di ingerenza nella cosa pubblica a fini personali. Sono regole di base che non dovrebbero mai essere violate. Ed è proprio su questo punto che sono mancate le reazioni: si è trattato di un atteggiamento sbagliato e inaccettabile, che avrebbe richiesto una condanna immediata sul piano politico, non giudiziario».
Le reazioni
Le sue parole trovano però risposte più caute nel mondo politico. Per Danilo Forini (PS), Zali ha avuto comportamenti «politicamente ed eticamente inaccettabili», ma «non dobbiamo mettere tutto nello stesso calderone». Il socialista difende inoltre l’operato della presidente del Governo Marina Carobbio Guscetti, che la scorsa settimana ha preso una posizione «chiara, trasparente e forte» e che ha «preso in mano, in maniera anche piuttosto solitaria, il Consiglio di Stato». È intervenuta tardi? «Forse si», risponde Forini, ma questo «non deve far gridare solo per questo tutti a casa».
Anche Maurizio Agustoni, capogruppo de Il Centro, invita a distinguere le responsabilità. «Se ripercorriamo tutte queste vicende eccezionali, vediamo che in Consiglio di Stato qualche decisione anche molto incisiva l’ha presa», osserva. Il problema, eventualmente, sarebbe stato nella comunicazione: «Doveva essere più incisivo, più tempestivo, bisognava magari essere meno collegiali». Agustoni sottolinea però che gli altri consiglieri di Stato «in larga misura non erano responsabili» delle vicende contestate. Mandare tutti a casa sarebbe quindi «ingeneroso» e non terrebbe sufficientemente conto delle responsabilità individuali.
Più critico Matteo Quadranti (PLR), secondo cui «la politica cantonale ha toccato un po’ il fondo ultimamente». Il liberale-radicale ricorda che anche il suo partito aveva definito il Governo «stanco», un termine che, a suo dire, «forse era ancora gentile». Quadranti ammette quindi che parte delle critiche di Stauffer possa essere condivisa anche nei confronti di altri consiglieri di Stato e auspica che, quando si rende necessario un rinnovamento, questo possa riguardare l’intero Esecutivo.

