
"Non vi sono dubbi che se il FoxTown dovesse sparire dalla scena economica cantonale la responsabilità unica e totale spetterà a Laura Sadis ed al suo dipartimento (con la complicità attiva di tutto l'esecutivo cantonale). È sua la responsabilità di aver "svegliato un can che dorme" (cioè la questione della deroga al lavoro domenicale tollerata da anni per questo centro commerciale). Inutile che cerchi ora di gettare le responsabilità sul sindacato Unia e sull'MPS intervenuto attraverso gli atti parlamentari e le denunce del deputato Matteo Pronzini".Non usa troppi giri di parole l'MPS per commentare, con una nota stampa diramata stamane, la decisione di ieri del DFE di procedere a dei controlli sul lavoro domenicale nei centri commerciali che potrebbe portare alla chiusura del Fox Town alla domenica. E dunque, come anticipato dal suo proprietario Silvio Tarchini, alla chiusura del centro e alla sua delocalizzazione in un comune italiano di frontiera."Il problema - si legge ancora nella nota stampa - può essere così riassunto: a Laura Sadis non va bene che vi sia una sola eccezione al divieto del lavoro domenicale come è stato negli ultimi quindici anni. Essa vorrebbe che il lavoro domenicale potesse diventare, nella grande distribuzione, la regola. Ha cercato così di estendere l'esperienza del FoxTown concedendo un'autorizzazione all'apertura domenicale del tutto assurda e ingiustificata al Centro Ovale di Chiasso. Perché è evidente a tutti che se il Centro Ovale di Chiasso è autorizzato ad aprire la domenica in modo permanente, non vi sono ragioni per le quali quasi tutti gli altri centri commerciali simili (pensiamo, nella sola regione circostante, al Centro Breggia o al Serfontana) non dovrebbero essere autorizzati"."Laura Sadis - continua la nota - ha ignorato quelle che erano state le specificità (storiche, merceologiche, territoriali ed organizzative) del FoxTown e che erano alla base della sua eccezionalità. Essa ha pensato di usare quella eccezione come una clava: o tutti o nessuno si è detta, cercando di venderci la storiella della necessità di "parità di trattamento". Essa deve quindi oggi assumersi la totale responsabilità di quanto succede o succederà, avendo voluto utilizzare "il precedente" FoxTown, l'eccezione che tutti hanno tollerato in questi anni proprio perché era e doveva essere considerata tale, per cercare di approfondire il processo di liberalizzazione". "Ricordiamo - vi si legge ancora - che operazioni del genere erano già state tentate nella fase immediatamente successiva all'inizio dell'esperienza FoxTown. La Manor di Balerna aveva ricevuto una risposta negativa in merito alla sua richiesta di aprire il settore non alimentare di domenica. Fortunatamente era stato accolto un ricorso contro questi grandi magazzini - allora denominati Innovazione - che in virtù della modifica al Regolamento cantonale, avevano sperimentato l'apertura domenicale del reparto non alimentare del loro centro commerciale a Balerna. Dobbiamo pensare che quanto non ha osato Marina Masoni, osi farlo Laura Sadis?"E ancora: "Quello compiuto dal DFE di Laura Sadis, con il sostegno implicito del governo, è un splendido autogoal, proprio in un momento in cui si proclama la necessità che lo Stato svolta un ruolo attivo nella promozione economica. Non sappiamo ancora come il FoxTown reagirà al divieto del lavoro domenicale. È nostra impressione che la solidità commerciale ed economica del centro commerciale di Mendrisio sia tale che potrebbe benissimo continuare la sua attività (e prosperare come fa fatto finora) anche senza l'apertura domenicale. È d'altronde noto che, in materia di orari di apertura dei negozi, è l'offerta ad organizzare la domanda. Anche la "dimensione turistica", evocata dal FoxTown a più riprese come propria specificità, potrà benissimo organizzarsi su sei giorni. Ma se il divieto del lavoro domenicale per il FoxTown dovesse comportare un suo ridimensionamento, la responsabili
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