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Ticino
Turni massacranti: i postini dicono basta
Redazione
18 anni fa
Uno scanner che registra le ore di lavoro denuncia condizioni impossibili. Zanetti: "Turni al limite della legalità". La Posta. 'Dialoghiamo'

I postini non ne possono più. Ieri sera si è tenuta a Bellinzona un’assemblea del personale postale addetto al recapito (i postini, ndr.), per discutere e denunciare la grave situazione sulle condizioni e sul clima di lavoro presso la loro unità (PostMail). A rilevare tale problematica è stato (a sua insaputa) lo scanner denominato Move-it, che dall'ottobre 2007 è in mano ad ogni impiegato postale per memorizzare le proprie ore lavorative. "Prima di quella data non c'era nessun sistema di rilevazione del tempo lavorativo", ci dice Angelo Zanetti del sindacato della comunicazione. "E' stato voluto dalla Posta per dare fiducia al personale - continua Zanetti - e responsabilizzarlo". Invece ha evidenziato la mole di lavoro e i turni massacranti.La chiave di volta per fermare questa situazione sarebbe assumere più personale, continua Zanetti "invece è il personale stesso a dover fare turni supplementari al posto di farlo fare ad altri".Oggi a denunciare la "mancanza di personale, orari di lavoro sempre più lunghi e al limite della legalità, doppi turni e altro ancora" nell'unità lavorativa di PostMail regione sud è quindi il sindacato dei media che per volere del personale addetto al recapito intierviene "nei confronti della direzione di PostMail regione sud, affinché la situazione venga normalizzata al più presto". Infatti l'assemblea del personale, sull'onda delle rivendicazioni dei dipendenti delle Officine, ritiene sia giunto il momento di dire basta a questa situazione "sempre più difficile, per non dire impossibile". E ha cominciato la sua lotta approvando all'unanimità una risoluzione in cui si chiede che la situazione sia riportata alla normalità al più presto, che sia rispettata la disposizione sull'assorbimento dei turni mancanti dovuti ad assenze o carenze e che PostMail proceda a un’immediata assunzione di personale basato sul CCL della Posta. Inoltre si auspica un incontro tra il sindacato della comunicazione e i dirigenti di PostMail regione sud entro la fine del mese."Questo problema - termina Zanetti - riguarda tutta la Svizzera e non solo il Ticino. Occorre far subito qualcosa e riportare alla normalità una situazione al limite dell'impossibile per il personale della Posta".La replica della PostaChristian Crivelli, responsabile comunicazione della Posta Ticino, da noi interpellato nel pomeriggio dichiara che "la Posta ha preso atto della risoluzione del Sindacato della comunicazione e conferma la totale apertura al dialogo".chiara

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