
Nel 2015 il settore alberghiero in Svizzera ha registrato 35,6 milioni di pernottamenti, ossia lo 0,8% in meno (-305'000 pernottamenti) rispetto al 2014. Il 2015 è stato segnato dall'abbandono della soglia minima del tasso di cambio tra franco svizzero ed euro, una misura che ha certamente avuto ripercussioni sulla domanda straniera, soprattutto europea. È quanto emerge dai risultati definitivi dell’Ufficio federale di statistica (UST).
Sette regioni turistiche su quattordici accusano un calo dei pernottamenti. I Grigioni registrano il calo più marcato in termini assoluti (-335'000; -6,6%). Seguono il Vallese (-149'000; -3,8%), il Ticino (-133'000; -5,7%) e la Svizzera orientale (-93'000; -4,7%). Per contro, le regioni urbane chiudono con un buon risultato, con in testa la Regione Zurigo (+208'000 pernottamenti; +3,9%). Anche la Regione Basilea (+22'000 pernottamenti; +1,5%) e Ginevra (+13'000; +0,5%) presentano risultati in aumento. La Regione Lucerna / Lago dei Quattro Cantoni (+152'000 unità; +4,4%) e l’Oberland bernese (+38'000; +1,0%) registrano anch’essi una progressione.
Nel 2015, il tasso netto di occupazione delle camere è stato del 51,5% (52,0% nel 2014). Tra le regioni turistiche, Ginevra presenta il tasso più elevato, ovvero il 64,6%. Segue la Regione Zurigo con il 63,3%, mentre il tasso più basso è stato registrato nella Svizzera orientale (37,3%).
Nel 2015, la durata di soggiorno è stata di 2,0 notti, mentre era di 2,1 notti nel 2014. I visitatori svizzeri sono rimasti 2,0 notti, mentre quelli stranieri in media 2,1. Tra le regioni turistiche, i Grigioni presentano la durata più lunga, ovvero 2,8 notti, seguiti dal Vallese (2,4 notti). La durata più breve è stata segnalata nella Regione Friburgo, con 1,6 notti.
I pernottamenti generati dagli ospiti indigeni nel 2015 presentano un risultato stabile (+26'000 pernottamenti; +0,2%) rispetto al 2014. Sul fronte degli ospiti stranieri, la domanda del continente europeo è stata caratterizzata da un calo di 1,2 milioni di pernottamenti (-9,3%). Per trovare cifre più basse rispetto agli 11,8 milioni di pernottamenti generati in totale nel 2015 dalla clientela europea, bisogna risalire al 1958. La Germania ha registrato 541'000 pernottamenti in meno (-12,3%), ovvero il maggior calo di tutti i Paesi di provenienza in termini assoluti. Flessioni significative sono state osservate anche per i Paesi Bassi (-98'000 pernottamenti; -14,4%), la Francia (-83'000; -6,2%), l’Italia (-77'000; -7,6%) e il Belgio (-59'000; -9,5%). La forza del franco svizzero rispetto all'euro determinata dall'abbandono della soglia minima del tasso di cambio deciso dalla Banca nazionale svizzera (BNS) il 15 gennaio 2015 ha certamente contribuito a flessioni tanto significative. Anche la Russia (-164'000 pernottamenti; -30,7%) presenta un calo marcato, che potrebbe essere stato causato anche dalla situazione economica in cui versa questo paese. Allo stesso modo, il numero di pernottamenti degli ospiti provenienti dal Regno Unito ha subito una contrazione (-27'000;-1,6%). In forte aumento dal 2009, il continente asiatico registra nel 2015 una crescita record con ben 744'000 pernottamenti supplementari (+18,6%) e supera per la prima volta la soglia dei 4,0 milioni di pernottamenti. L’aumento più forte dei pernottamenti in termini assoluti è stato generato dagli ospiti cinesi (Hong Kong escluso), con 344'000 pernottamenti supplementari (+33,3%). Seguono i Paesi del Golfo (+159'000 pernottamenti; +20,6%), l'India (+107'000; +22,0%) e la Repubblica di Corea (+54'000; +20,5%). Il Giappone, invece, presenta una flessione di 45'000 unità (-10,3%). Il continente americano registra un incremento pari al 4,7% (+109'000 pernottamenti). Tra i paesi di questo continente, gli Stati Uniti presentano un aumento di 94'000 unità (+5,7%). I continenti africano e oceanico presentano aumenti rispettivamente di 21'000 (+7,5%) e 11'000 pernottamenti (+3,4%)
L'anno difficile per il settore in Ticino è confermato dai dati forniti dall'Osservatorio O-Tur dell'USI. Oltre al calo dei pernottamenti, nel 2015 si registra anche un calo degli arrivi rispetto al 2014. Uniche eccezioni sono i mesi di ottobre e novembre che, complice il clima mite, hanno registro un aumento degli arrivi e, almeno in novembre, anche dei pernottamenti.
L'infografica nel pdf allegato.
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