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Ticino
Turismo tra Ticino e Ginevra: “Nessuna guerra”
Redazione
6 anni fa
Lo assicura Alain Genier, direttore dell’ente del turismo ginevrino che nei giorni scorsi aveva lanciato il controverso appello a “dimenticare il Ticino” per le vacanze

Aveva fatto discutere la campagna pubblicitaria di Ginevra Turismo lanciata lunedì, in cui si chiedeva ai turisti di “dimenticare” il Ticino in vista delle prossime vacanze, per recarsi nella Città di Calvino. Intervistato da Teleticino, il direttore dell’ente turistico ginevrino Alain Genier, ha rassicurato tutti chiarendo che non è in corso nessuna guerra, come per altro sottolineato anche da Max Perucchi, presidente di Hotelleriesuisse per il Sopraceneri Si trattava solo di un tentativo, ha spiegato ancora Genier, di portare i turisti svizzero tedeschi a Ginevra, città che normalmente sembrano snobbare: “Ho lavorato per anni per Svizzera Turismo e conosco la ricchezza e la diversità di queste regioni. Insieme possiamo fare molte cose e di sicuro non la guerra”.

Quindi lei sostiene che Ginevra e il Ticino sono due regioni complementari?
“Esattamente, è proprio così. Ieri pomeriggio ho anche parlato con il mio omologo ticinese, Angelo Trotta, quest’estate potremmo fare un offerta combinata tra Ginevra e il Ticino. Daremo i dettagli più in là ma potrebbe funzionare, perché si tratta di due regioni diverse ma complementari e insieme siamo sicuramente più forti”

A Ginevra ci sono molti turisti dall’estero ma pochi svizzeri, è vero?
“Si, è cosi, ma non sappiamo ancora perché gli svizzero tedeschi visitano poco Ginevra. Da qui l’idea di presentarci ai media svizzero tedeschi appunto per dire ‘abbiamo molto da offrire, venite da noi’. Di sicuro, il messaggio non era ‘dimenticate il Ticino e venite da noi’, al contrario bisogna pensare a tutti e due, soprattutto in questa situazione delicata per tutto il settore turistico elvetico. Per noi l’importante è che gli svizzeri restino in Svizzera”.

Ma lei quest’estate dove andrà in vacanza?
“Quest’estate andrò in vacanza nel canton San Gallo, dove c’è parte della mia famiglia, e anche in Ticino dove c’è un altra parte dei miei parenti. E spero di essere ancora il benvenuto nonostante questo ‘attacco’ al turismo ticinese”.

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