
Il Ticino tira un sospiro di sollievo in termini di turismo e chiude l’estate 2020 all’insegna del “più”. Nonostante l’andamento negativo a livello svizzero, il Cantone si distingue: è tra le poche regioni ad aver registrato un importante aumento dei pernottamenti nel mese di settembre e sull’intero arco dei mesi estivi. Angelo Trotta, direttore di Ticino Turismo: “Buone le previsioni per ottobre, purtroppo il tardo autunno non potrà essere sfruttato come avevamo sperato”.
A settembre in Ticino crescita più alta
Secondo i dati pubblicati oggi dall’Ufficio federale di statistica (Ustat), nel periodo da giugno a settembre il Cantone a Sud delle Alpi ha infatti registrato un aumento dei pernottamenti alberghieri dello 0,8% rispetto allo scorso anno. Nel mese di settembre la crescita è stata la più alta a livello nazionale (+15,1%), mentre la Svizzera nel suo complesso ha registrato un calo del -28,1%. Oltre al Ticino, Grigioni (+14,6%) e Svizzera centrale (+3,7%) sono le uniche regioni ad aver avuto un andamento positivo. Le destinazioni che hanno subito le maggiori perdite sono Ginevra (-73,9%), Zurigo (-63,3%) e Basilea (-50,2%). Tornando al Ticino, dalle statistiche dell’Ustat emerge che i mercati europei hanno segnato una flessione del -29,9% in settembre, mentre si riconferma la battuta di arresto di alcuni dei mercati esteri più importanti per il nostro Cantone: gli USA (-92,6%) e i Paesi del Golfo (-90,2%). La nazione che ha subito la variazione minore è stata la Germania (-13,9%).
La chiave del successo? I confederati
Il buon andamento estivo è stato quindi determinato interamente dal mercato interno che è cresciuto del 51,3% in settembre. “Un dato positivo in questo “annus horribilis” è proprio il balzo in avanti dei visitatori svizzeri”, sottolinea Trotta. “Il nostro Cantone ha saputo profilarsi come la meta più attrattiva a livello nazionale, anche grazie a temperature miti che ci hanno permesso di mettere in risalto la nostra offerta legata all’escursionismo e alle attività outdoor. Un altro dato incoraggiante è l’aumento della permanenza media degli ospiti, e l’arrivo di nuove tipologie di visitatori come giovani e famiglie. In futuro occorrerà capitalizzare il successo ottenuto quest’anno, fidelizzando questa nuova clientela. Dobbiamo continuare ad investire nel mercato interno e a sviluppare la nostra offerta. Penso in particolare agli itinerari bike e a tutte le proposte legate alla sostenibilità, all’enogastronomia, alla cultura e alle tradizioni. Un altro elemento importante sarà la collaborazione con gli alberghi per offrire pacchetti attrattivi per l’ospite”.
Regna di nuovo l’incertezza
Tuttavia, il momento attuale per il settore resta permeato dall’incertezza. “Il buon andamento estivo non ci consentirà di recuperare del tutto le perdite subite quest’anno”, prosegue. “Dopo un ottobre che si preannuncia positivo, la nostra speranza era di profilare il Ticino come meta ideale anche per il periodo tardo autunnale, ma visto l’aumento dei contagi anche il marketing ha dovuto rallentare. Il nostro auspicio è che la situazione possa migliorare nelle prossime settimane in modo da garantire a tutti gli attori del settore un buon periodo natalizio”, ha concluso.
Nel dettaglio, in Svizzera
In settembre in Svizzera sono stati registrati 2,66 milioni di pernottamenti alberghieri, il 28,1% in meno che nello stesso mese del 2019. Come prevedibile, a livello nazionale l’incremento dei pernottamenti di turisti elvetici (+20,6% a 2,03 milioni) non è bastato a compensare l’assenza degli ospiti stranieri (638’412 notti, -68,5%),
Sempre secondo i dati pubblicati oggi dall’Ufficio federale di statistica (UST), da gennaio a settembre i pernottamenti sono diminuiti del 39,4% a 19,13 milioni a livello nazionale, di cui 12,60 milioni da parte di ospiti indigeni (-10,8%) e 6,53 milioni di viaggiatori esteri (-62,5%). I pernottamenti di turisti provenienti dall’Asia sono calati dell’86,9%, quelli dalle Americhe del 79,1% e quelli dall’Europa del 46,4%.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

