
L'agognata ripresa del settore turistico ticinese non sembra proprio voler arrivare, anzi. Nel terzo trimestre dell'anno si è verificata l'ennesima contrazione della cifra d'affari, calata del 9,6% rispetto allo scorso anno. Nello stesso periodo è diminuita pure l'occupazione, ritenuta ancora in eccesso. Sono quindi probabili ulteriori perdite di posti di lavoro. La situazione è peggiorata secondo il 58% degli operatori, mentre solo il 2% di essi la considera migliorata. Due terzi degli alberghi lamentano una contrazione della cifra d'affari, a fronte di un 5% che segnala un aumento. Stesso discorso per i ristoranti: il 57% degli esercenti ha visto il proprio reddito calare, contro solo un 4% che ha aumentato i guadagni. E le prospettive, per tutti, sono cupe. Il direttore di Ticino Turismo, il giovane Elia Frapolli, relativizza parzialmente la drammacità dei dati. "L'esito negativo del trimestre è dettato dalla flessione osservata a luglio (-9,3% di arrivi) che mimetizza gli aumenti segnati in agosto (+5%) e in settembre (+2%)." Pur ammettendo che la tendenza non è positiva, Frapolli vede uno spiraglio di speranza a partire dal 2014, momento per il quale la Seco prevede una ripresa. E comunque, al di là dei risultati, Frapolli segnala "i numerosi investimenti in atto nel nostro Cantone, a riprova della chiara volontà di modernizzare il settore turistico." Come dire, il turismo in Ticino sta soffrendo, ma si sta anche preparando nel migliore dei modi ad affrontare la ripresa che, dopo tutti questi cali consecutivi, ci si auspica incisiva.
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