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Ticino
Turismo, il quadro nel cantone è positivo, nonostante conflitti e caldo
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
La tendenza è molto positiva nelle strutture ricettive del Cantone. Il grande caldo, in parallelo, sembra incentivare i flussi di chi cerca il fresco nella natura.

C'è di che sorridere per il turismo ticinese. I primi cinque mesi dell'anno sono stati caratterizzati da un segno positivo un po' ovunque nel Cantone. Se l'estate ha portato con sé un leggero rallentamento, il fenomeno potrebbe non essere slegato dal forte caldo, ci viene detto. I turisti potrebbero aver scelto mete più alpine, come i Grigioni. Nonostante ciò i risultati provvisori fin qui disponibili tracciano un quadro positivo nel Locarnese, che è in prima fila: «Il trend è più che positivo, con un aumento di circa il 10% dei pernottamenti. Abbiamo fatto molto per promuovere il territorio a livello di marketing. L'arrivo delle catene alberghiere internazionali ha portato anche nuovi turisti, per esempio dalla Cina, oltre ai mercati tradizionali. Tutta la regione lavora bene, compresa la Vallemaggia», ci dice il direttore generale di Ascona-Locarno Turismo Fabio Bonetti. Tendenza all'insegna della continuità anche nel luganese, dove spiccano i campeggi: «Per il comparto alberghiero l'andamento è simile all'anno scorso. Notiamo un miglioramento nella performance dei campeggi. Con il caldo si aprono anche degli scenari interessanti, con un'estate che non finisce più ad agosto e relativamente alle strutture in altura», spiega il vicedirettore e direttore ad interim di Lugano Region Mattia Bertoli. 

Geopolitica e caldo

Tra le sfide a cui ha dovuto far fronte il turismo, fin qui, spiccano una situazione geopolitica complicata e il grande caldo di quest'estate. Il primo fattore ha inciso soprattutto sulla provenienza dei turisti: sempre di più sono nazionali e di prossimità. Il secondo fattore ha influenza su alcune abitudini. A breve termine, a livello locale: «credo che il turista cerchi  quella frescura che si trova un po' fuori città, nelle zone periferiche, a media e alta quota, magari con un escursionismo alla ricerca anche di capanne e di qualcosa di un po' più fresco. C'è però soprattutto la ricerca dell'acqua», spiega il direttore di Bellinzona e Valli Turismo Juri Clericetti. Acqua che può essere declinata «in quello che sono i laghetti alpini, piuttosto che ruscelli, fiumi o le pozze o anche le cascate. L'affluenza è molto elevata in cascate particolari come la Piumogna, per esempio, a Faido, conosciutissima, che in questi giorni sta avendo una gran bella affluenza», prosegue Clericetti. Nel medio termine, il caldo incentiva la ricerca della destagionalizzazione: «se continua così avremo un turismo sempre più presente in quelle stagioni che erano meno frequentate prima: primavera, autunno, ma anche inverno», spiega Trotta.