
L'osservatorio del (O-Tur) ha diramato il bilancio del settore dell'anno 2014 e del trimestre invernale: come previsto, il meteo ha compromesso la stagione estiva, con 90'000 turisti in meno, soprattutto nella regione del Lago Maggiore e delle Valli. Al contrario, positivo il periodo fra dicembre e febbraio, con un aumento totale dei pernottamenti sui mercati svizzero, tedesco e italiano (anche se i dati positivi sono relativi al solo mese di dicembre, mentre gennaio e febbraio sono stati negativi).
Chiusura anno 2014
Secondo le statistiche ufficiali fornite dall’Ufficio federale di statistica (UST), in Ticino l’anno 2014 si è chiuso con una riduzione della domanda turistica pari al 3,5% per quanto riguarda gli arrivi e del 3,8% dei pernottamenti.
In totale, nel corso del 2014 si sono registrati gli arrivi di 1'075'170 turisti i quali hanno generato un totale di 2'313'039 presenze. La riduzione delle presenze rispetto al 2013 è di circa 90'000 unità. Il dato del 2014 è stato influenzato dal cattivo andamento del meteo nel corso dell’estate: come riporta MeteoSvizzera, al sud delle Alpi il periodo luglio-agosto è stato caratterizzato da forti precipitazioni le quali, di conseguenza, hanno causato un incredibile deficit di soleggiamento rispetto alla norma. All’estate anomala è seguito un autunno altrettanto piovoso, con un ottobre (ultimo mese della stagione estiva per il turismo) molto piovoso.
In un contesto di difficoltà per il settore, le uniche OTR ad aver visto una crescita della domanda sono state Bellinzona e Alto Ticino (+3,7%, circa 6'500 notti in più) e quella del Luganese (+0.5%, 4'400 notti in più). Al contrario, la regione ad aver sofferto di più è stata Lago Maggiore e Valli la quale ha visto diminuire di circa 80mila presenze la domanda nel proprio territorio (-7,5% rispetto al 2013). Nel Mendrisiotto, infine, si registra una riduzione dei pernottamenti del 12,6% (circa 17'000 presenze in meno).
Le basse categorie di alloggio sono state quelle che hanno subito la riduzione più marcata a livello di categorie: per gli stabilimenti da 0 a 2 stelle la riduzione dei pernottamenti è stata del 12,9%. Allo stesso modo si osserva un calo per i 5 stelle i quali, in un anno, hanno perso il 5,7% delle presenze (circa 13'500 unità). Segni positivi, invece, per le strutture a 3 e 4 stelle: presso i primi le presenze sono cresciute dello 0,4% (poco più di 3'000 pernottamenti) mentre più sostanzioso è l’aumento della domanda per i secondi i quali fanno segnare un +4,6% rispetto all’anno precedente (+23'000 pernottamenti).
Infine, sul fronte delle nazionalità si sottolinea la riduzione piuttosto marcata degli ospiti provenienti dal resto della Svizzera: il numero di turisti svizzeri nel 2014 è stato di 633'353 e questi hanno generato presenze per poco meno di 1 milione e 400mila unità (circa il 60% del totale della domanda). Per quanto concerne i turisti provenienti dagli altri paesi, che costituiscono il 20,4%, il 3,8% è costituito da persone di lingua inglese: 2,2% vengono dagli Stati Uniti e 1,6% dal Regno Unito.
Rispetto al 2013, gli arrivi confederati si sono ridotti del 3,3% (circa 21mila unità) mentre i pernottamenti sono calati del 2,8% (circa 40mila presenze in meno rispetto al 2013). Nel 2014 è continuato il calo della domanda tedesca (-9,6% per quanto riguarda i pernottamenti) mentre, in controtendenza, si osserva il pubblico italiano, cresciuto del 5,1% (circa 9mila pernottamenti in più in un anno).
Trimestre invernale
Per comprendere appieno il dato del trimestre invernale (dicembre 2014 - febbraio 2015) va fatta una distinzione. I pernottamenti totali sono cresciuti dell’1,8% (circa 3'500 presenze) così come gliarrivi sono aumentati dell’1,6% (circa 1'700 turisti in più); tale aumento, però, è da ascriversi interamente alla crescita avvenuta a dicembre in quanto sia a gennaio (-1,5%) che a febbraio (-1,8%) si è osservato un calo della domanda di turismo alberghiero in Ticino (si rammenta che i dati del primo bimestre 2015 sono ancora provvisori).
Ad ogni modo, il trimestre invernale ha visto una crescita dei 3 principali mercati: i pernottamenti dei turisti confederati sono aumentati del 4,7%, quelli dei tedeschi sono aumentati del 3,6% mentre le presenze italiane hanno visto una crescita del 2,1%.
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