
Non sarà nera, bensì grigia. E con quali sfumature lo si capirà presto. Il G20 ha deciso, sembra con immensa soddisfazione di tutti i suoi membri, che la Svizzera, sì, sulla lista grigia si merita un posto. Il Consiglio federale non l’ha mandata giù proprio senza scomporsi: il presidente Hans-Rudolph Merz, ai microfoni della televisione svizzero tedesca, ha detto che in fondo “la Svizzera doveva aspettarsi di finire su un elenco del genere”. Irritata invece Eveline Widmer Schlumpf. Come leggere l’inserimento della confederazione nella lista grigia? Non è sorpreso Alfonso Tuor, vicedirettore del Corriere del Ticino, soprattutto dopo la decisione di Berna di eliminare la distinzione fra frode fiscale ed evasione fiscale. "Non è sorprendente che non fossimo nella lista nera - precisa Tuor -, perché il Consiglio federale si era già mosso in questa direzione e aveva eliminato la distinzione tra frode e evasione". Ma per Tuor "essere nella lista grigia significa che la pressione nei confronti della Svizzera continuerà. Il dramma di questa lista grigia è che al suo interno non ci sono Paesi come gli USA e la Gran Bretagna che invece hanno zone legali dove è possibile evadere le tasse senza alcun problema". Secondo il presidente francese Nicolas Sarokozy il segreto bancario è oramai finito. "Che la volontà del G20 vada in questa direzione non c’è dubbio”, termina Tuor.
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