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Ticino
"Trump legittima la Lega"
"Trump legittima la Lega"
"Trump legittima la Lega"
Redazione
10 anni fa
L'economista Christian Marazzi commenta l'elezione americana. "Mi ricorda quella di Reagan nel 1981"

La vittoria di Donald Trump "è la dimostrazione definitiva dei guasti del liberismo globale".

Ne è convinto l'economista ticinese Christian Marazzi, tra l'altro già docente alla State University di New York. 

Da noi contattato per un commento sulla sorprendente elezione del tycoon newyorchese, Marazzi esordisce sottolineando che questa dimostrazione arriva proprio dal Paese in cui è nato il liberismo globale, "fatto di precarietà del lavoro, di finanziarizzazione, di spostamento della ricchezza dalla classe lavoratrice al capitale".

"Si tratta di una nemesi storica, diciamo, con la quale nessuno è veramente riuscito a fare i conti" afferma Marazzi, "tantomeno la politica istituzionale e gli apparati mediatici, che non sono riusciti ad intercettarla neppure con i dispositivi di sondaggio più sofisticati."

"In questo fallimento delle previsioni sono emerse delle forze che erano state dimenticate e che invece sono andate a votare" prosegue l'economista. "Hanno usato l'unica arma che era rimasta loro per manifestare il proprio rancore, la propria rabbia."

Marazzi sostiene che la sinistra non è riuscita ad andare a fondo di questa mutazione, sebbene se ne parlasse da anni, mentre "questa nuova destra ha saputo intercettarla in pieno".

Bernie Sanders avrebbe sicuramente ottenuto un risultato migliore di Hillary Clinton, secondo Marazzi, "perché la contrapposizione non sarebbe stata tra establishment e sconfitti".

"Ma per quanto sia stato un suo sostenitore, non penso che Sanders avrebbe avuto la possibilità di vincere, perché la vittoria di Trump è stata molto ampia" riconosce Marazzi. "Credo però che per il Partito democratico la scelta della Clinton sia stato un autogol. Ha perso la socialdemocrazia istituzionale, che è stata accondiscendente con l'alta finanza e con le grandi multinazionali ed è stata molto retorica sul piano della lotta contro le disuguaglianze. È vero, Obama ci ha provato, ma è da sei anni che è bloccato, da quando i repubblicani hanno preso il potere alle camere."

Cosa cambierà ora? "Quello che posso dire è che ci saranno secondo me dei reali cambiamenti sul piano geopolitico, ma credo che i grossi cambiamenti saranno all'interno degli Stati Uniti, in un paese che Trump vuole chiuso e isolazionista" afferma Marazzi. "Vedo all'orizzonte dei seri problemi di governo della società americana, credo che ci saranno delle forti tensioni. I problemi saranno prima di tutto problemi sociali interni agli Stati Uniti. Però non c'è da sottovalutare le prospettive sul piano delle grandi alleanze. Alcuni dicono che l'elezione di Trump garantirà un rapporto meno belligerante con la Russia, è da vedere ma non è da escludere."

"Ci sarà una corsa a forme di protezionismo, non solo di tipo americano, perché ogni paese che introduce misure protezionistiche innesca poi misure simili in altri paesi" prosegue Marazzi. "È un avvenimento paragonabile all'elezione di Ronald Reagan nel 1981. Abbiamo davanti trent'anni di qualcosa che per il momento possiamo solo ipotizzare ma che sicuramente sarà diverso di quanto abbiamo vissuto finora."

Marazzi ritiene che il fenomeno Trump non sia limitato ai soli Stati Uniti. Anzi, il Ticino per una volta ha fatto da precursore. "In Europa abbiamo avuto la Brexit, che per certi versi ha anticipato quanto accaduto negli Stati Uniti. Noi in Ticino abbiamo avuto qualcosa di simile già venti anni fa, con la Lega" afferma. "È un fenomeno che ha anticipato ampiamente quanto sta accadendo nel mondo."

Infine Marazzi si esprime sugli effetti che l'elezione di Trump avrà sulla Svizzera. "Io penso che le banche abbiano già dato abbastanza in questi ultimi anni" dichiara. "Per certi versi la Svizzera può addirittura beneficiare di questo cambiamento di rotta, da una parte, ma dall'altra esserne penalizzata in termini di rivalutazione del franco. Bisogna vedere, la Svizzera è un paese talmente particolare da questo punto di vista... Quello che secondo me vale anche per la Svizzera è un effetto di legittimazione di queste nuove forme populistiche. Io mi ricordo bene quando era stato eletto Reagan: in poco tempo i neoliberisti di allora si erano guadagnati un bel po' di terreno e di spazio."

AS

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