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Trump, le reazioni ticinesi
Trump, le reazioni ticinesi
Trump, le reazioni ticinesi
Redazione
10 anni fa
I politici commentano l'elezione. Bosia Mirra: "Ha vinto un folle misogino". Beretta Piccoli: "Un nazista"

Il popolo americano ha scelto Donald Trump come suo 45esimo presidente. Un esito che indubbiamente farà discutere tutto il mondo per ancora molto tempo. E anche alle nostre latitudini non sono mancate le reazioni da parte del mondo politico .

La deputata PPD Sara Beretta Piccoli (PPD) non ha nascosto il suo disappunto: “Preferire un uomo nazista ad una donna... Allora è vero che in 60 anni si dimentica la storia?!?”

Com’era prevedibile, le reazioni più indignate sono arrivate dalla sinistra. Se Henrik Bang (PS) ha ironizzato con l’hashtag “#Trumpgedia”, la sua collega Lisa Bosia Mirra è stata più lapidaria: “ La peggiore presidenza Democratica consegna la più grande potenza militare nelle mani di un folle misogino, populista, demagogo, razzista senza un programma politico. Dopo l'attore, due generazioni di guerrafondai, l'inconsistenza di Obama, cosa dobbiamo aspettarci? Muoia Sansone con tutti i filistei. Le elezioni USA? Le ha vinte l'FBI. Che rabbia”.

Non è decisamente "una buona giornata" per il Consigliere di Stato socialista Manuele Bertoli: "L’America ha mostrato la sua faccia più inquietante. Se Trump farà alcune cose promesse in campagna elettorale c’è da avere paura, se non lo farà sarà l’ennesima presa in giro degli elettori che credono ancora alla favola del miliardario emblema della lotta al sistema. Oggi comunque non è una buona giornata".

La deputata e coordinatrice dei Verdi Michela Delcò Petralli si augura che l'elezione di Trump possa far riscoprire un rinnovato movimento d'opposizione all'interno degli Stati Uniti: "L'estremismo del nuovo Presidente americano darà forse avvio a una nuova era? La parte migliore dell'America riscoprirà la forza di un movimento d'opposizione come ai tempi della lotta per i diritti civili e della guerra in Vietnam? Io lo spero e spero anche che l'ondata di presa di coscienza democratica e ambientalista si propaghi all'Europa. Speriamo che la reazione non tardi troppo".

Per una sinistra che si dice preoccupata, c’è una destra che esulta. Per il deputato leghista Boris Bignasca (Lega) è una “vittoria della classe media contro l'establishment e contro la globalizzazione”.

“Sconfitti i Clinton, i grandi finanzieri come Soros, le lobby di Wall street e le dittature arabe che li hanno finanziati – ha scritto su Facebook - Vince il popolo, l'America profonda. La classe media che a causa della globalizzazione selvaggia ha perso il lavoro, la casa e il futuro”.

Esulta anche il presidente dell'UDC ticinese Piero Marchesi: "In politica tutto é possibile, questo é il bello! Gli ambienti economici, le lobby, i poteri forti e le caste americane sonoramente sconfitte dall'uragano Trump". Più conciso ancora il leghista Massimiliano Robbiani: "Ha vinto la democrazia... Forza Presidente!"

Il consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri interpreta la vittoria di Trump come "la rivolta della classe media, della gente comune, contro le élite, i poteri forti, la stampa di regime, gli spalancatori di frontiere, gli intellettualini con la puzza sotto il naso".

"Come la Brexit. Come il 9 febbraio. Chiudere la porta alla supercollusa Hillary "il vecchio che avanza" Clinton è un gesto storico. Le élite sono state asfaltate. Che legnata! E, soprattutto, che monito per il futuro! Non solo negli USA, ma anche da noi".

Per il deputato Germano Mattei (MontagnaViva) il voto è stato un "basta" alle grandi famiglie. "Il futuro ci dirà, inutile al momento far commenti". Lapidario invece il deputato comunista Massimiliano Ay: "Complimenti alla sinistra imborghesita per l'ennesimo capolavoro. Si torni a fare la sinistra invece di insultare gli elettori!"

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