
A indagine conclusa, si delinea il processo nei confronti di Alessandro Proto, l'operatore finanziario milanese finito in carcere lo scorso 11 giugno. Le accuse a suo carico sono di truffa pluriaggravata e di autoriciclaggio, con l’ipotesi di aver realizzato un raggiro da 130mila euro ai danni di una donna malata di tumore, conosciuta sui social network.
Il Ministero pubblico di Como ha chiesto il rito immediato, ovvero il processo in aula. Ma tutto dipenderà dalla capacità risarcitoria di Proto, riferisce il quotidiano Il Giorno. Se sarà in grado di restituire i 130mila euro alla vittima, potrà accedere a uno dei riti alternativi (patteggiamento o abbreviato) e quindi beneficiare di uno sconto della pena.
Le indagini, coordinate dalla Guardia di finanza e coordinate dal sostituto procuratore di Como Pasquale Addesso, sono state molto veloci. La vicenda era emersa grazie a un servizio de Le Iene e nei primi mesi del 2019 la Guardia di Finanza di Como aveva passato al setaccio i suoi conti. Gli approfondimenti investigativi svolti al riguardo avevano consentito ai finanzieri "di accertare la fondatezza di quanto segnalato dalla donna, di ricostruire i dettagli della vicenda truffaldina e di raccogliere numerosi riscontri probatori".
Il denaro è poi confluito su conti e carte destinati al gioco d’azzardo on line, nel "tentativo evidente – sostiene l’accusa – di nascondere l’origine delittuosa del denaro facendone così perdere le tracce". Davanti al giudice che lo aveva interrogato dopo il suo arresto, Proto aveva dichiarato di essere malato di ludopatia.
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