
Il telefono squilla, un anziano risponde, dall’altra parte della cornetta un gentile interlocutore, che si fa passare per un lontano parente che ha bisogno di denaro, ma alla fine si rivela essere uno sconosciuto e la persona anziana cade nelle trappola versandogli dei soldi.
Questa è solo una delle diverse truffe ai danni degli anziani che la Procura ticinese registra ogni anno. Ci sono quelle delle finte relazioni amorose, o quelle porta a porta, che con la scusa di vendere un prodotto portano i malviventi a intrufolarsi nelle case facendo razzia di ciò che gli si para davanti, ci spiega il procuratore pubblico Andrea Gianini confrontato con questo genere di reati. Le persone che cadono nella trappola sono per lo più anziani soli, vulnerabili, che stanno spesso a casa; indulgenti con chi li contatta, perché vogliono sentire una voce amica che gli dedica attenzione.Le vittime ci spiega Gianini, talvolta si giustificano sottolineando di essere riusciti ad allacciare una relazione umana, dimenticandosi che il contatto del malvivente era finalizzato alla sottrazione di beni."Un altro punto importante, di cui tenere conto" aggiunge il procuratore "è la determinazione sempre più forte degli autori, che non mostrano più rimorso, e tendono a non scusarsi. Un fenomeno che si riscontra anche tra alcuni giovani, che durante gli interrogatori alcuni sono rigidi e cinici" spiega Gianini.Il consiglio dunque è quello di diffidare sempre di queste persone, prestare molta attenzione a quello che dicono e a quello che intendono vendere o offrire, soprattutto quando presentano dei documenti da firmare. In quel caso è importante leggere attentamente, o farsi consigliare da famigliari o vicini.
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Christian Fini
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