
Dal carcere di Nizza a quello cantonale. E’ giunto in Ticino negli scorsi giorni, estradato dalla Francia su richiesta della procuratrice pubblica Manuela Minotti Perucchi, un cittadino rumeno di 41 anni, noto alle forze dell’ordine di mezz’Europa per una serie di furti commessi in vari casinò. Ma è di tutt’altro genere il reato che ha portato la giustizia ticinese ad occuparsi di lui: una truffa da 155mila euro, messa in atto a danno di un cittadino sudafricano ed un danese. Quest’ultimi necessitavano di un finanziamento per la realizzazione di un film. Era il 2oo7. Entrarono in contatto con il rumeno. Con lui accordarono un incontro che ebbe luogo il primo giugno in un hotel di Lugano. Furono chiamati ad anticipare gli interessi sul finanziamento che avrebbero ottenuto dal rumeno. Il truffatore gli fece credere che avrebbe depositato la somma nel caveau di una banca e che non sarebbe stata toccata fino al saldo del finanziamento. Ma il rumeno, che avvolse il malloppo col nastro adesivo, al momento di depositarlo lo sostituì con una mazzetta di cartastraccia. Le vittime se ne accorsero solo alcuni giorni dopo. Il rumeno era sparito nel nulla. Finì in carcere a Niza pochi mesi dopo, nell’ottobre del 2oo7. Gli inquirenti chiamano le truffe di questo tipo “rip deal”: operazioni di cambio fraudolento di valute che seguono promesse di guadagni considerevoli. I truffatori sottraggono i soldi alle loro vittime in occasione del trasferimento del denaro. Usano false generalità, chiedono versamenti in contanti, fissano appuntamenti in luoghi eleganti e preferibilmente all’estero. La truffa di Lugano era stata pianificata dai membri di una banda internazionale specializzata in “rip deal”. Nel corso degli interrogatori l'imputato ha confessato una truffa identica, messa a segno nel caveau di una banca di Ginevra nell’estate del 2007 ai danni di un cittadino spagnolo, alleggerito di un 1 milione e 250mila euro.
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