
Conquistava la fiducia di amici e parenti, offriva investimenti allettanti ma si teneva i soldi. Questo, parole povere, quanto ha fatto un sessantenne straniero residente in Ticino tra il 2000 e il 2009. Il Ministero Pubblico segnala infatti che la Procuratrice Raffaella Rigamonti ha rinviato a giudizio alla Corte delle Assise criminali di Lugano il sessantenne. Nei suoi confronti si ipotizzano i reati di ripetuta truffa aggravata e ripetuta falsità in documenti. L'accusato nel periodo fra il 2000 e il 2009 avrebbe ingannato con astuzia, millantando investimenti finanziari redditizi ma in realtà di rado effettuati (i soldi affidatigli venivano usati soprattutto per sue necessità personali), numerosi clienti, in prevalenza colleghi, amici di famiglia e conoscenti con i quali aveva creato un rapporto di consolidata fiducia. Gli averi complessivi da lui amministrati ammontano a circa sette milioni di franchi, e il danno effettivo provocato dalle sue malversazioni supera - a conti fatti - i tre milioni di franchi. L'uomo ha già scontato diversi mesi di carcere preventivo dall'agosto all'ottobre 2009 e fino al 2010 come espiazione anticipata della pena.
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