
“Al di là delle molte parole altisonanti utilizzate, l’imputato non ha mai saputo spiegare nulla degli investimenti che avrebbe compiuto”. È con queste parole che il giudice Amos Pagnamenta ha motivato la condanna del 44enne italiano a processo per una truffa milionaria a Lugano. L’uomo si è reso colpevole di aver sottratto oltre 24 milioni di franchi ad alcuni investitori ai quali prometteva investimenti redditizi, mentre usava i soldi per le sue necessità. Per questo la corte lo ha condannato per truffa aggravata ripetuta e riciclaggio di denaro a 6 anni di detenzione. Il procuratore pubblico Andrea Gianini aveva chiesto una condanna a 7 anni e mezzo, il difensore Costantino Castelli propendeva invece per l'assoluzione.
"Una spessa coltre di fumo"
“Global macroeconomic outlook”, “selezione top down o bottom up”, “Apac”. Sono questi alcuni dei tecnicismi usati sia in aula che negli interrogatori dall’imputato per spiegare la natura dei suoi investimenti. “Mi scusi, non ho fatto la Bocconi”, ha commentato il giudice Pagnamenta nel rileggere le parole dell’imputato, “ma da questa frase emerge solo una spessissima coltre di fumo”. Dal 2010 al 2018, però, con queste parole, con uffici sfarzosi e grazie a rapporti di famiglia, l’uomo ha raccolto decine di milioni di franchi, salvo poi utilizzarli per il proprio stile di vita, fatto di lusso e vizi. Gli investitori sono poi stati ingannati in vari modi, tra cui la produzione di documenti falsi, ma l'uomo non è stato giudicato per quest'ultimo reato per una questione procedurale legata all'estradizione dall'Italia.
Il caso dell'avvocata
Ma l'attesa per la sentenza era accresciuta anche dalla richiesta fatta da Emanuele Stauffer, avvocato di una delle vittime, ovvero il sequestro di 4,5 milioni di franchi allo studio dell'avvocata Simonetta Perucchi Borsa che nel 2018 operò un trasferimento di tale entità per l'imputato. Stauffer aveva anche puntato l'indice contro la magistratura, sostenendo che anche l'avvocata, così come altri professionisti della piazza luganese, andrebbero indagati per riciclaggio di denaro. Su questo Amos Pagnamenta ha detto: "La corte concorda con l'avvocato Stauffer. Non si capisce perché uno degli avvocati menzionati (la Perucchi Borsa, ndr) sia stato ascoltato come persona informata sui fatti e poi l'inchiesta sia rimasta lì. La Corte non può che invitare il Ministero pubblico a procedere con le proprie incombenze e indagare su fatti che andranno in prescrizione tra due anni". La Corte non ha invece possibilità di ordinare il sequestro del denaro, in quanto può operare solo contro l'imputato.
Perucchi Borsa: "Rigetto le accuse"
Da noi contattata l'avvocata Simonetta Perucchi Borsa ha affermato: "Rispetto la competenza degli organi istituzionali, però l’azione penale compete al Ministero pubblico e il procuratore generale mi ha già sentito nel 2018. Se dovesse ritenere utile interrogarmi nuovamente io sono a disposizione, voglio però ribadire che rigetto le accuse fatte nei miei confronti e mi riservo di raccogliere tutte le dovute informazioni rispetto a quanto è stato affermato in questo processo per poi valutare le iniziative più opportune. Perché mi fa male venir giudicata pubblicamente senza aver potuto prendere parte al procedimento e senza aver potuto esprimermi al riguardo.

